Commento alle Letture Domenica di Pentecoste 04/06/2017 – Lo Spirito Santo ci unisce nel corpo di Cristo che è la Chiesa

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Lo Spirito Santo ci rende un corpo unito e ben compaginato, come dice S. Paolo. Una volta una ragazza che conosco mi disse che lei non riusciva a innamorarsi perché tutti i ragazzi che incontrava non la meritavano. Si era tatuata sotto il piede una frase che recitava “tu sei qui”. Diceva di sentirsi come sulla cima di una piramide per cui nessuno avrebbe potuto capirla se non chi era al suo stesso livello. Io le risposi con le parole di S. Paolo di questa seconda lettura di oggi. Dissi a questa ragazza: “Se anche tu fossi occhio, potrebbe forse l’occhio rimproverare alla mano di non essere occhio? Poiché la vista è certamente superiore alle possibilità della mano o del dito, potrebbe forse l’occhio dire alla mano devi diventare occhio, altrimenti non mi servi?”. La massoneria e le gnosi usano la simbologia della piramide anche per questo: essi concepiscono il governo e il comando dal punto di vista del potere. I cristiani invece sanno che il potere appartiene solo ad Uno, esattamente come gli organi del corpo non crederebbero mai di avere il potere, poiché vivono in funzione del corpo. Gesù nel Vangelo, soffiando sugli apostoli lo Spirito, li consacra Vescovi, e gli dona il potere di rimettere i peccati degli uomini. Quel soffio si è trasmesso da Gesù di vescovo in vescovo fino ad oggi. Essi hanno il potere più importante del mondo. Un singolo prete ha un potere molto più grande del presidente degli Stati Uniti. Agli Apostoli furono consegnate da Dio le chiavi del Regno dei Cieli e, tuttavia, si ritennero i servi di Dio, i servi di tutti. Noi, membra del corpo di Cristo, non abbiamo un potere, abbiamo delle capacità, dei talenti di grazia ricevuti da Dio per assolvere a un compito, al nostro compito. Ognuno di noi ha i carismi che il medesimo Spirito Santo suscita, a seconda delle necessità del corpo di Cristo che è la Chiesa, e così vivere nell’armonioso ordine dell’amore.Continua a leggere…

Cristo, buon Pastore

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«Io sono il buon Pastore; conosco le mie pecore», cioè le amo, «e le mie pecore conoscono me» (Gv 10, 14). Come a dire apertamente: corrispondono all’amore di chi le ama. La conoscenza precede sempre l’amore della verità.
Domandatevi, fratelli carissimi, se siete pecore del Signore, se lo conoscete, se conoscete il lume della verità. Parlo non solo della conoscenza della fede, ma anche di quella dell’amore; non del solo credere, ma anche dell’operare. L’evangelista Giovanni, infatti, spiega: «Chi dice: Conosco Dio, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo» (1 Gv 2, 4).

Dalle «Omelie sui vangeli» di san Gregorio Magno papa (590 d.C – 604 d.C.)

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Buona Festa della Divina Misericordia

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“Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia” (Q. I, p. 27).

“Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre” (Q. II, p. 345).

Dal diario di S. Faustina Kowalska

“Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini, per sempre manterrei la stessa fiducia. Poiché io so che questa moltitudine di offese, non è che goccia d’acqua in un bracere ardente.” S. Teresa di Gesù Bambino

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SANTA PASQUA DI GESU’ RISORTO! – da Risposte Cattoliche

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In questa notte muore la notte e nasce la speranza del giorno eterno, muore il peccato e ritorna a noi la grazia di Dio, muore la morte uccisa da Gesù Cristo, l’Alfa e l’Omega, Dio con noi, che ha camminato sulla nostra terra e si è fatto nostro fratello, nostro amico, nostro salvatore. Il Cielo non è più chiuso, la porta è aperta per chiunque rinasce nello Spirito Santo e nell’acqua, per chi vive la fede del figlio di Dio, per gli uomini di buona volontà. Buona Pasqua di Gesù! Alleluia! Evviva Gesù! Evviva Maria! Alleluia!

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Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!»

Giovanni 20, 15

La discesa agli inferi del Signore – Da un’antica «Omelia sul Sabato santo»

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Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

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