È tutto un mondo, che occorre rifare dalle fondamenta, che bisogna trasformare da selvatico in umano, da umano in divino, vale a dire secondo il cuore di Dio. Magistero del Venerabile Papa Pio XII

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Dal Nostro cuore, diletti figli e figlie di Roma, vi giunge questa paterna esortazione; dal Nostro cuore inquieto, da un lato, per il prolungarsi, senza stabili schiarite, della pericolosa condizione esterna, dall’altro, per un troppo diffuso torpore, che trattiene molti dall’intraprendere quel ritorno a Gesù Cristo, alla Chiesa, alla vita cristiana, che abbiamo spesso indicato come il risolutivo rimedio della totale crisi che agita il mondo. Ma la fiducia di trovare in voi il conforto della comprensione e la ferma prontezza all’azione Ci ha mossi ad aprirvi l’animo Nostro. Un grido di risveglio oggi ascoltate dalle labbra del vostro Padre e Pastore, di Noi che non possiamo restar muti ed inerti dinanzi ad un mondo, che prosegue inconsciamente per quelle vie, le quali menano al baratro anime e corpi, buoni e malvagi, civiltà e popoli. Il sentimento della Nostra responsabilità davanti a Dio richiede da Noi di tutto tentare, di tutto intraprendere, affinchè al genere umano sia risparmiata una così immane sciagura.

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Perché non possiamo dirci Cattolici – di Berlicche

Non possiamo dirci cattolici perché i cattolici non contano niente.
Sì, lo so, non è una scusa. Ma è la realtà. Chi se li fila ancora, i cattolici? Non sono specie protetta, anzi, sono la sola specie che è possibile cacciare impunemente. Provate a toccare una qualsiasi minoranza di pervertiti, di stranieri, di lavoratori di qualche nicchia. I coltivatori di rucola e i sodomizzatori di capre possono trovare la loro sponda in Parlamento, la loro manifestazione, il loro articolo sul giornale che sancisca il loro sacrosanto diritto a qualche legge favorevole. L’indignazione, se qualcuno osa andare loro contro. I cattolici no. Guai se parlano. Ogni cosa loro sostengano sarà inseguita e distrutta, nello sforzo corale di distruggere il cattolicesimo stesso. Di cancellarne ogni vestigia, così che non sia più possibile essere legalmente cattolici. Essere facilmente cattolici. Essere impunemente cattolici.
Con il plauso, l’approvazione o l’indifferenza di coloro che un tempo erano cattolici; e magari lo sono ancora, ma non lo dicono più. Perché non possono dirsi cattolici.Continua a leggere…

La proclamazione dell’unica Verità

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In un tempo come il nostro di grande confusione e crisi spirituale riportiamo le parole illuminate da Dio di S. Ireneo vescovo (130 d.C. – 202 d.C.), quando la Chiesa difendeva la verità.

338px-Saint_irenee_saint_ireneeAvendo ricevuto, come dissi, tale messaggio e tale fede, la Chiesa li custodisce con estrema cura, tutta compatta come abitasse in un’unica casa, benché ovunque disseminata. Vi aderisce unanimemente quasi avesse una sola anima e un solo cuore. Li proclama, li insegna e li trasmette all’unisono, come possedesse un’unica bocca.

Benché infatti nel mondo diverse siano le lingue, unica e identica è la forza della tradizione. Per cui le chiese fondate in Germania non credono o trasmettono una dottrina diversa da quelle che si trovano in Spagna o nelle terre dei Celti o in Oriente o in Egitto o in Libia o al centro del mondo. Come il sole, creatura di Dio, è unico in tutto l’universo, così la predicazione della verità brilla ovunque e illumina tutti gli uomini che vogliono giungere alla conoscenza della verità. E così tra coloro che presiedono le chiese nessuno annunzia una dottrina diversa da questa, perché nessuno è al di sopra del suo maestro.

Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovoContinua a leggere…

Buona Festa della Divina Misericordia

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“Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia” (Q. I, p. 27).

“Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre” (Q. II, p. 345).

Dal diario di S. Faustina Kowalska

“Se avessi mai commesso il peggiore dei crimini, per sempre manterrei la stessa fiducia. Poiché io so che questa moltitudine di offese, non è che goccia d’acqua in un bracere ardente.” S. Teresa di Gesù Bambino

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La Presenza Reale di Cristo nell’Eucarestia, riconosciuta da sempre nella Chiesa

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«Il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo: Prendete e mangiate; questo è il mio corpo. E preso il calice rese grazie, e disse: Prendete e bevete; questo è il mio sangue» (1 Cor 11, 23). Poiché egli ha proclamato e detto del pane: «Questo è il mio corpo», chi oserà ancora dubitare? E poiché egli ha affermato e detto: «Questo è il mio sangue» chi mai dubiterà, affermando che non è il suo sangue?

Dalle «Catechesi» di Gerusalemme, di S. Cirillo, vescovo di Gerusalemme (313/315 d.C. – 387 d.C.)Continua a leggere…

Creazione vs Evoluzione dentro l’Arca di Noè

Ken Ham, presidente di Answers in Genesis (Risposte in Genesi), una delle più grandi associazioni mondiali di scienziati creazionisti, ha affrontato in un dibattito, per la seconda volta, Bill Nye, conosciuto sul web come “the science guy” (l’uomo della scienza), uno dei più famosi scienziati impegnati nella difesa dell’evoluzionismo. Il dibattito è in inglese, ma è molto educativo. Bill Nye viene spesso messo all’angolo e portato alla contraddizione, e, come sempre, i creazionisti sono più sereni e più educati.

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Il confronto si svolge all’interno del museo creazionista di Ken Ham: Ark Encounter, un museo costruito esattamente con la struttura e le dimensioni dell’Arca di Noè, come descritta dalla Bibbia. La struttura si trova a Grant County, nel Kentucky ed ha aperto il 7 Luglio 2016.

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L’edificio è stato costruito appositamente in questo modo per mostrare che sarebbe stato possibile, viste le grandi dimensioni, ospitare nell’arca un gran numero di animali e provviste per tutto il tempo necessario, indicato dal testo Biblico.

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