“I miei dubia al vescovo sui gay”. Così scrive un parroco – di Andrea Zambrano

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A Staranzano c’è un parroco che non viene incensato dai giornali, ma che potrebbe insegnare a molti suoi confratelli qualche cosa sull’amore alla Chiesa e alle anime. Questo parroco si chiama don Francesco Fragiacomo ed è il parroco del comune il cui locale capo scout si è unito civilmente con il suo compagno, che è anche consigliere comunale del Pd. Senza di lui non ci sarebbe stato nessun caso educatore scout per il semplice fatto che a nessuno sarebbe mai venuto in mente di polemizzare con il capo Agesci, il cappellano dell’associazione e tutta la combriccola festante che li ha celebrati in sala consiliare al canto di Dio è morto.

Invece don Francesco era uscito sul bollettino parrocchiale chiedendosi se non fosse il caso che dopo aver fatto coming out ed essersi unito in Comune non fosse il caso per lui di lasciare l’incarico di capo scout, associazione educativa un tempo florida e oggi invischiata anch’essa come altre nei mali del relativismo moderno.

Apriti o cielo. Il caso è esploso e continua ancora oggi nel mondo scout. Ma il sacerdote aveva atteso a lungo anche un intervento del suo vescovo. E quando questo finalmente è arrivato immaginiamo come deve essere rimasto deluso. Il pastore di Gorizia infatti, con grande astuzia e con l’appoggio di Avvenire ha sostanzialmente detto: “Bè, discerniamo”. Discerniamo che cosa?Continua a leggere…

CHARLIE GARD. TWITTER BLOCCA L’ACCOUNT @FIGHT4CHARLIE. UN’ONDATA DI PROTESTE SUI SOCIAL.

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Twitter sta bloccando il profilo @Fight4Charlie. Ad alcuni utenti, che cercando di entrare sul profilo nato per permettere al bimbo di essere portato negli Stati Uniti per essere sottoposto a una terapia sperimentale, come è desiderio dei genitori, appare la scritta: Attenzione: questo profilo può includere contenuti potenzialmente sensibili. Vedete questo avviso perché twittano immagini o messaggi potenzialmente sensibili. Volete continuare a vederlo?”.

Ovviamente sul social dell’uccellino azzurro si stanno scatenando proteste e reazioni. Ma visto il tipo di comportamento politically correct che sia Twitter che Facebook adottano, non è difficile arguire, come è stato sin dall’inizio della campagna, che l’argomento è giudicato non conforme, troppo di destra.Continua a leggere…

Che la destra possa resistere al totalitarismo LGBTqxyzwjei?

Alcune notizie di questi giorni, piccole ma positive, seguite alla vittoria della destra in diversi comuni alle elezioni amministrative appena avvenute, fanno ben pensare e danno spazio a una speranza: che la destra possa resistere al totalirsmo LGBTqxyzwjebi?

Infatti, che la sinistra – tanto il PD e amici quanto il movimento5stalle – sia prona, chinata e ideologicamente a favore dell’agenda mondiale LGBTqxyz è cosa nota, ovvia, innegabile, se non al prezzo della ragione o di una confessione di demenza senile, precoce nel caso di giovani o uomini di mezza età.

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L’EUROPA NAZISTA DECRETA UN’ALTRA CONDANNA A MORTE

La vicenda: Il piccolo Charlie Gard nasce dieci mesi fa in Inghilterra, da una giovane coppia anglosassone, apparentemente in buona salute. Dopo otto settimane comincia a perdere forze e peso e l’ospedale pediatrico a cui si rivolgono la mamma e il papà diagnostica una rara malattia genetica: sindrome di deperimento mitocondriale, che provoca il progressivo indebolimento dei muscoli.
Ci sono solo sedici casi al mondo (uno anche in Italia, Mele – Emanuele Campostrini).
I medici dicono che il picco
lo non ha speranze di sopravvivere a lungo, per cui meglio staccare subito tutto per evitargli sofferenze (???).
I genitori sconvolti da questo ignobile giudizio, dopo aver fatto tutte le ricerche possibili, trovano un ospedale in USA disponibile ad una cura sperimentale per il

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piccolo Charlie. Si tratta di una strada disperata, ma è l’unica percorribile per tentare in ogni modo di salvare la vita al figlio. Grazie a una grossa campagna di sensibilizzazione e alla straordinaria generosità di molta gente colpita da questa tragica vicenda, i due giovani genitori raccolgono tutti i fondi necessari (non pochi) per il trasferimento negli Stati Uniti per prestare le cure necessarie al piccolo Charlie.
Ma i medici si oppongono al trasferimento in USA e ricorrono al tribunale, il quale da ragione ai medici: meglio sospendere le cure che aiutano il piccolo e quindi ucciderlo. Come ultima possibilità, l’extrema ratio, i genitori, decisi a salvare il proprio figlio a ogni costo, ricorrono alla suprema Corte Europea dei Diritti Umani pensando faccia onore al suo nome e faccia prevalere la razionalità per garantire la vita al neonato inglese.
Ma dopo qualche settimana anche la Corte decide: meglio che il piccolo muoia.
Questa è la storia del piccolo Charlie Gard (10 mesi), condannato a morte nell’anno 2017, Gran Bretagna UK, Europa.

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In morte di Stefano Rodotà

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di Massimo Micaletti – Da Radio Spada

Leggo gente che commemora Rodotà.

Un’intelligenza piegata all’ideologia, una ricerca nemica del vero, un pensiero nemico dell’uomo.

E’ morto Stefano Rodotà: inizia immediatamente il processo di canonizzazione laica, che avrà i suoi riti, i suoi sacerdoti, le sue preci e invocazioni.

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