Desideriamo il Paradiso.

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Siamo presi da paura e dolore al pensiero di dover comparire davanti al volto di Dio. E alla fine usciamo da questa vita non di buon grado, ma perché costretti e per forza. Pretendiamo poi onori e premi da Dio dopo che lo incontriamo tanto di malavoglia!
Ma allora, domando io, perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli, se continua a piacerci la prigionia della terra?

Dal trattato «Sulla morte» di san Cipriano, vescovo e martire (210-258 d.C.)

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Dio castiga o non castiga? – I falsi dottori.

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Carissimi, ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all’opera e la loro rovina è in agguato. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell’inferno, serbandoli per il giudizio; non risparmiò il mondo antico, ma tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi; condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie. Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio.

2 Pietro 2, 1-9.

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Custodire il simbolo della Fede.

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo (315 d.C. – 387 d.C.)
(Catech. 5 sulla fede e il simbolo, 12-13; PG 33, 519-523)

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Io ti consiglio di portare questa fede con te come provvista da viaggio per tutti i giorni di tua vita e non prenderne mai altra fuori di essa, anche se noi stessi, cambiando idea, dovessimo insegnare il contrario di quel che insegniamo ora, oppure anche se un angelo del male, cambiandosi in angelo di luce, tentasse di indurti in errore. Così «se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un Vangelo diverso da quello che abbiamo predicato, sia anàtema!» (Gal 1, 8).Continua a leggere…

Un missionario scrive a papa Francesco

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Il sito Adelante la Fe pubblica una lettera che un missionario in Tibet, padre Federico Juan, ha spedito al Pontefice dalla sua missione sull’Himalaya, il 5 ottobre 2016 per chiedergli spiegazioni riguardo le sue affermazioni sulla necessità di conversione dei pagani e degli eretici. È una lettera piuttosto lunga, che vi consigliamo di leggere nell’originale spagnolo, ma di cui è bene riportare alcuni brani. Il proselitismo è davvero una solenne sciocchezza?

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