Dio castiga o non castiga? – I falsi dottori.

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Carissimi, ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna è già da tempo all’opera e la loro rovina è in agguato. Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell’inferno, serbandoli per il giudizio; non risparmiò il mondo antico, ma tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi; condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente. Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati. Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie. Il Signore sa liberare i pii dalla prova e serbare gli empi per il castigo nel giorno del giudizio.

2 Pietro 2, 1-9.

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Gesù in ogni libro della Bibbia

Volete sapere chi è Gesù?

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Vi dirò Chi è.

In Genesi, Egli è la Stirpe della donna che schiaccerà la testa al serpente, è il Pellegrino che visita Abramo a Mamre.
In Esodo, l’Agnello Pasquale e la Manna dal Cielo.
In Levitico, il Capro espiatorio dei nostri peccati.
In Numeri, il Serpente di bronzo innalzato sull’asta.
In Deuteronomio, il Conquistatore della Terra Promessa.
In Giosuè, il Capitano della nostra salvezza.
In Giudici, Colui che dà la vita come Sansone.
In Rut, il nostro Redentore consanguigneo.
In Samuele, il Figlio di Davide.
In Re e Cronache, il nostro vero Re.
In Esdra, lo Scriba testimone fedele.
In Neemia, il Restauratore delle mura in rovina della vita umana.
In Tobia, il Medico dei corpi e delle anime.
In Giuditta, l’Eroe che abbatte i tiranni.
In Ester, il nostro difensore come Mardocheo.
In Maccabei, il fedele Mattatia e il Cavaliere d’oro.
In Giobbe, l’Alba della vita dopo la tempesta.
Nei Salmi, il Crocifisso le cui vesti sono tirate a sorte e il Buon Pastore.
In Proverbi, Sapienza e Siracide, la Sapienza di Dio.
In Qoéleth, il Timore di Dio.
Nel Cantico dei Cantici, lo Sposo eterno della Chiesa.
In Isaia, il Figlio della Vergine, l’Emmanuele: il Dio con noi, e il Servo di Dio per le cui piaghe noi siamo guariti.
In Geremia, il Germoglio giusto della stirpe di Davide.
In Lamentazioni, il Profeta in lacrime.
In Baruc, il Confessore e Consolatore del popolo.
In Ezechiele, il meraviglioso Uomo dai quattro volti.
In Daniele, il quarto Uomo nella fornace ardente.
In Osea, lo Sposo eternamente fedele della sposa adultera.
In Gioele, Colui che battezza nello Spirito Santo e nel fuoco.
In Amos, il Riedificatore della capanna di Davide.
In Abdia, il Salvatore della casa di Giacobbe.
In Giona, il grande Missionario.
In Michea, il Messia nato a Betlemme, che sarà egli stesso la Pace.
In Naum, il potente Salvatore degli oppressi.
In Abacuc, il Pescatore di uomini.
In Sofonia, il Giudice e il Salvatore.
In Aggeo, il Riedificatore del Tempio.
In Zaccaria, Colui che hanno trafitto, sorgente di misericordia.
In Malachia, il Sole di giustizia preceduto da Elia.

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In Matteo, il Messia, compimento della Legge e delle Promesse.
In Marco, l’Operatore di prodigi.
In Luca, il Figlio dell’uomo.
In Giovanni, il Figlio di Dio, la Via, la Verità e la Vita.
Negli Atti degli Apostoli, il Signore che dona lo Spirito Santo.
In Romani, Colui che ci giustifica.
In Corinzi, la Carità senza fine che dona la grazia.
In Galati, il Redentore dalla maledizione della Legge.
In Efesini, il Capo del corpo che è la Chiesa.
In Filippesi, il Dio provvidente che sopperisce ad ogni nostro bisogno.
In Colossesi, la Pienezza della divinità e il Fine di tutte le cose.
In Tessalonicesi, il Re che tornerà dopo l’apostasia.
In Timoteo, il Maestro della vera dottrina.
In Tito, il Vescovo pastore fedele di anime.
In Filemone, il nostro Amico.
In Ebrei, il sommo Sacerdote dell’eterna alleanza.
In Giacomo, la Giustizia nelle opere della fede.
In Pietro, la Pietra scartata dai costruttori che non tarda nella sua promessa.
Nelle Lettere di Giovanni, il vero Amore.
In Giuda, il Signore degli eserciti angelici.
Nell’Apocalisse, Egli è il Re dei re, il Signore dei Signori; Egli è l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine.

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Egli è il sacrificio di Abele, l’arcobaleno di Noé, il montone di Abramo, il pozzo di Isacco, la scala celeste di Giacobbe, il bastone di Mosè, il mantello di Elia, il corno dell’olio di Samuele, la fionda di Davide, il miele dalla roccia, l’ombra di Pietro.

Egli è un marito per le vedove, un padre per gli orfani. Per chi di noi attraversa una notte oscura Egli è la luminosa stella del mattino. Egli è la Roccia e la Vite della Chiesa, la Perla di grande valore, è il Signore Onnipotente che governa la nostra vita.

Egli è Gesù di Nazareth, il Figlio del Dio vivente.

“E voi chi dite che io sia?” Marco 8, 29.

Gesù meno misericordioso dei farisei?

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In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare.
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio» (Mc 10, 1-12) Continua a leggere…

Commento al Vangelo di S. Giovanni di S. Agostino, vescovo

Lord-of-the-Rings-Frodo-and-Sams-Journey-720«Perché dunque il Signore ha voluto darci solamente dopo la sua risurrezione lo Spirito, dal quale ci provengono i massimi benefici, in quanto per suo mezzo viene riversata nei nostri cuori la carità di Dio? Per quale motivo? Perché nell’attesa della nostra risurrezione la nostra carità arda vivamente, consumi ogni attaccamento mondano, e tutta intera corra verso Dio. A questo mondo, dove si nasce e si muore, non ci si può attaccare. Per mezzo della carità, con cui amiamo Dio, migriamo da questo mondo e, per mezzo di essa, abitiamo già in cielo. Durante questa nostra vita di peregrinazione non ci abbandoni mai il pensiero che non abbiamo fissa dimora quaggiù, e riusciremo, vivendo bene, a prepararci lassù quel posto che mai dovremo lasciare. Il Signore nostro Gesù Cristo, infatti, dopo che è risorto “non muore più ‑ dice l’Apo­stolo ‑, la morte non avrà più alcun potere su di lui” (Rom 6,9).Continua a leggere…

Il peccato originale

Original sin.jpgQuesta è la vera natura del frutto che l’uomo ha mangiato: un desiderio di ribellione e rivalsa verso il Padre, che lo ha portato a voler essere al di là del bene e del male, perdendo così la grazia e trovando invece la morte, come Dio gli aveva prospettato. Il frutto della conoscenza del bene e del male non è ciò che ci ha donato il libero arbitrio, nè ci rese come Dio. L’uomo fu padre della morte quando volle trascendere il valico della legge divina, ponendosi al posto di Dio e decretando da sé ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

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