Giovedì Santo – Tutto riguarda l’Eucarestia

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Per queste ragioni deve sorprendere tanto tutto questo prurito ecumenico, che anima il Vaticano in questi giorni, per cui si tratta Lutero come un Santo incompreso, e si tenta di unire le nostre Celebrazioni Eucaristiche a delle liturgie vuote, dove, di fatto, non c’è Gesù Cristo, non c’è il corpo e il sangue del Messia, non c’è il Sacrificio di Dio per Dio, che, oltre ad essere il fatto più importante di tutta la storia dell’universo, è l’unica azione che ci può salvare.

Fratelli, tutto riguarda l’Eucarestia. Il peccato dell’uomo è cominciato con un alimento. Ciò che noi mangiamo, per natura, entra nella nostra carne, nel nostro corpo, e si muta in noi. Il frutto del peccato avvelenò la nostra natura, metafisicamente e realmente. Il Pane del Cielo, il corpo stesso di Cristo e il sangue del suo Santo Sacrificio, non più immagine di quello vero, il vero Santo Sacrificio operato nel Tempio stesso di Dio, redime tutti noi. La Santa Eucarestia è l’unico cibo divino che non si muta in noi, ma che muta noi in déi: ci dona la vita stessa di Dio e ci conduce alla vita eterna. Quando ci Comunichiamo, quindi, ci stiamo immergendo nella vastità, nella profondità dell’immensa eternità di Dio, della sua gloria. Questo fuoco ci trasforma e ci avvolge, rendendoci i Santi che Dio vuole e non i peccatori che vogliamo noi.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.
Giovanni 6, 48-70

Un anno prima della sua ultima Cena, il Figlio di Dio annuncia l’Istituzione dell’Eucarestia, sorgente di tutti i Sacramenti e picco vertiginoso dell’amore di Dio per noi. Quell’occasione è l’unica volta riportata nella Scrittura in cui le folle abbandonano il Signore, ed è anche il primo momento in cui i Vangeli ci dicono che Giuda avrebbe tradito il Cristo. Per un anno Giuda trama alle spalle degli Apostoli, avendo già perduto la fede nel suo cuore. Non crede più alle parole di Gesù, non crede che Lui possa davvero adempiere le profezie riferite al Messia, sebbene ancora speri che un regno terreno, politico, meramente umano, possa compiersi. Il tradimento di Giuda comincia e finisce col tradimento dell’Eucarestia. Giuda non accetta il Sacrificio di Dio, e rifiuta il Pane del Cielo, il Pane degli angeli che dà la vita. Nel Giovedì più importante della storia del mondo, l’apostolo traditore abbandona la cena prima della Consacrazione del Calice, e il suo tradimento si conclude come è cominciato: col rifiuto della Messa. Un Dio che ci ama si può accettare, ma un Dio che nasconde la sua carne e il suo sangue nel Pane e nel Vino, un Dio che muore sulla croce per noi e si dà a noi come cibo è davvero troppo. Per quanto la teologia contemporanea, in modo davvero strano, si sforzi in tutti i modi di riabilitare la figura di Giuda, sono le Parole di Gesù, che si riferisce a lui come al “figlio della perdizione” (Giovanni 17, 12,) a svelarci l’impenitenza finale del traditore: “Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse mai nato!” (Marco 14, 21). Il suo affronto, che tanto ricorda il silenzio assordante, se non proprio le aperte eresie di buona parte della gerarchia Cattolica, è predetto dalla Scrittura nei Salmi: “Anche l’amico in cui confidavo, anche lui, che mangiava il mio pane, alza contro di me il suo calcagno” (Salmi 41, 10). E, così, proprio quell’atto, mangiare con Lui il pane, ma con cuore doppio, diviene il simbolo del suo peccato. Santa Caterina da Siena ricevette in visione da Dio la rivelazione che Giuda si trovava all’inferno, non tanto per aver tradito Gesù, ma per aver commesso il primo dei sei peccati contro lo Spirito Santo: disperare della salvezza eterna. Egli credette di aver commesso un peccato troppo grande per poter ricevere il perdono di Dio, e, per questo, lo rifiutò.

Anche lo sviamento eretico Luterano, cominciato sotto la maschera di una sdegnata denuncia della ricchezza della Chiesa Cattolica, che ricalca con incredibile precisione quella falsa denuncia, da parte di Giuda, dello spreco dell’olio profumato sul Signore, ad opera di Maria di Betania (Giovanni 12, 5), in verità, comincia, si fonda e culmina nell’odio per la Santa Messa, per la presenza reale di Gesù Cristo nelle Sacre Specie, e per la natura di Sacrificio Espiatorio della Messa. Ecco alcune frasi dell’eresiarca:
– “La Messa non è un sacrificio… chiamatela benedizione, Eucaristia, tavola del Signore, cena del Signore, memoria del Signore, o come più vi piace, purché non la sporchiate col nome di sacrificio o azione […] Affermo che tutti gli omicidi, i furti, gli adulterii sono meno cattivi che questa abominevole Messa… (Lutero.Sermone della 1° domenica d’Avvento)
– “La loro Messa è sacrilega e abominevole. Io dichiaro che tutti i bordelli, gli omicidi, i furti, gli assassinii e gli adulterii sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa papista.” (Trattato contra Henricum)
Per queste ragioni deve sorprendere tanto tutto questo prurito ecumenico, che anima il Vaticano in questi giorni, per cui si tratta Lutero come un Santo incompreso, e si tenta di unire le nostre Celebrazioni Eucaristiche a delle liturgie vuote, dove, di fatto, non c’è Gesù Cristo, non c’è il corpo e il sangue del Messia, non c’è il Sacrificio di Dio per Dio, che, oltre ad essere il fatto più importante di tutta la storia dell’universo, è l’unica azione che ci può salvare.

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Fratelli, tutto riguarda l’Eucarestia. Il peccato dell’uomo è cominciato con un alimento. Ciò che noi mangiamo, per natura, entra nella nostra carne, nel nostro corpo, e si muta in noi. Il frutto del peccato avvelenò la nostra natura, metafisicamente e realmente. Il Pane del Cielo, il corpo stesso di Cristo e il sangue del suo Santo Sacrificio, non più immagine di quello vero, il vero Santo Sacrificio operato nel Tempio stesso di Dio, redime tutti noi. La Santa Eucarestia è l’unico cibo divino che non si muta in noi, ma che muta noi in déi: ci dona la vita stessa di Dio e ci conduce alla vita eterna. Quando ci Comunichiamo, quindi, ci stiamo immergendo nella vastità, nella profondità dell’immensa eternità di Dio, della sua gloria. Questo fuoco ci trasforma e ci avvolge, rendendoci i Santi che Dio vuole e non i peccatori che vogliamo noi.

Da Risposte Cattoliche, buon Giovedì Santo. Passatelo intensamente con il Signore.

Sia lodato Gesù Cristo

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