Che la destra possa resistere al totalitarismo LGBTqxyzwjei?

Alcune notizie di questi giorni, piccole ma positive, seguite alla vittoria della destra in diversi comuni alle elezioni amministrative appena avvenute, fanno ben pensare e danno spazio a una speranza: che la destra possa resistere al totalirsmo LGBTqxyzwjebi?

Infatti, che la sinistra – tanto il PD e amici quanto il movimento5stalle – sia prona, chinata e ideologicamente a favore dell’agenda mondiale LGBTqxyz è cosa nota, ovvia, innegabile, se non al prezzo della ragione o di una confessione di demenza senile, precoce nel caso di giovani o uomini di mezza età.

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Sulla destra, invece, il discorso è più complesso. Tante le posizioni arrendevoli e i soggetti piegati al compromesso, tante le voci a favore di questa o di quella concessione alle ideologie omosessualiste.
Rispetto a ciò, per riassumere, in molti, come il Comitato Difendiamo i Nostri Figli, per esempio, sostenevano e sostengono che sia possibile influenzare la destra, dalla Lega a Fratelli d’Italia finanché alla stessa Forza Italia (oltre alla destra più estrema, che già però si esprimeva e si esprime contro la deriva gender e lgbtqxyz. Altri, come il Popolo della Famiglia per esempio, invece, sostengono che siano tutti marci, non influenzabili positivamente e irrimediabilmente al soldo delle lobby LGBTqxyz, e che l’unica via sia fare partito a sé.
I primi dicono ai secondi che da soli non contano nulla e che, comunque, anche con un paio di poltrone, non potranno raggiungere alcun risultato utile in termini di potere legislativo, e che, al contrario, è meglio portare avanti una battaglia in primo luogo culturale, così da influenzare le persone e i partiti, perché pian piano si sveglino e pongano in atto una resistenza.
I secondi dicono che ciò è impossibile, che i primi fanno solo il gioco del maligno, e che bisogna occupare autonomamente poltrone e da lì fare – non si sa bene cosa con un paio di seggi sparsi in tutta l’Italia tra comuni e soprattutto quartieri (da sempri non noti come centri del potere legislativo).

Alcuni episodi della cronaca odierna dicono che, almeno per ora, i primi avevano ragione, e hanno portato a casa dei risultati, che anche se per ora sono piccoli, fanno ben sperare e sono sicuramente simbolici della possibilità di una resistenza alla per ora inarrestabile deriva gender e lgbtqxyz intrapresa dalla morente società progressista occidentale.

Genova: storica vittoria del centrodestra, con sindaco leghista. Cosa fa il primo cittadino tra i suoi primi atti? Toglie il patrocinio del comune al gaypride.

Prevalle e Capriolo, piccoli comuni Lombardi: i Sindaci espongono con scritte luminose la loro contrarietà alla teoria gender e il primo, addirittura, apre uno sportello comunale per le segnalazioni contro la stessa.

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Sembrano piccole cose e sicuramente lo sono. Però, nella vorticante morsa lgbtqxyz che di fronte a questi eventi grida odio e vendetta, sono segnali positivi! .. sono risultati!
Risultati di una influenza culturale sulle persone e sui partiti che non si sarebbero certamente ottenuti con un posto nel consiglio comunale o un posto in quartiere.
Questi sono sicuramente indice del fatto che con le destre si può e si deve dialogare e si può e si deve costruire. E’ necessario infatti riunione tutte le forze che si oppongono o potenzialmente potrebbero opporsi, se “educate” a dovere, alla sfrenata e travolgente deriva ideologico-progressista Lgbtq che tutto vuole e ambisce  a stringere e stritolare.

E’ necessario unirsi nella battaglia per la verità, accettare differenze e divergenze ricomponibili in un secondo momento, e resistere influenzando chi può realmente fare qualcosa, lasciando da parte vacui personalismi che alla fine dei conti impediscono di fare il bene.

E’ necessario, inoltre, cogliere da questi piccoli segnali la speranza che ancora qualcosa in ambito politico si può fare, e che è necessario esprimersi e continuare  a lavorare per informare, consapevolizzare – e convertire – le persone.
E’ possibile contrastare anche nelle istituzioni queste derive? Lo scopriremo. Al momento questa è solo una speranza. Speranza che al momento risiede a destra, certo non a sinistra o nella dispersione di quei pochi voti realmente consapevoli.

Infine, piccola nota divertente, non possiamo che sorridere positivamente di fronte a queste iniziative, magari pensando alla faccia inorridita e colma di odio dei sinistri che si saranno stracciati le vesti e avranno gridato allo scandalo, all’omofobia e alla necessità di perseguire chi osa opporsi a loro. Sempre nel nome della democrazia e della libertà eh.

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