Commento alle Letture 26/03/17 – Io sono la luce del mondo

6999225_origIl cieco, ora vede, ma non solo: egli è nella luce di Gesù e questo gli increduli non lo possono sopportare. Viene condotto davanti ad una giuria di sapienti secondo il mondo, che hanno ingabbiato la luce di Dio nei loro schemi. Essi sono sacerdoti, vedevano, a loro erano affidate le chiavi del Regno. Eppure non solo non sono entrati ma hanno impedito il passaggio a chi voleva entrare (Luca 11,52). Quanto è attuale questa realtà. Chi sceglie la menzogna verrà smascherato, chi sceglie la verità verrà illuminato. I sacerdoti che non credono più, hanno annacquato la fede sul piano di rapporti solo umani, leggi umane. Essi non testimoniano, perché non possono, e, inoltre, chiudono la porta, ostacolando ogni buona testimonianza del Vangelo, perché ne sono urtati, scottati come chi ama le tenebre è infastidito dalla luce. Minacciano i genitori e scacciano quell’uomo, che viene espulso dalla comunità ecclesiale. Egli è osteggiato dal mondo, addirittura allontanato dal tempio, ma ha scelto la verità. E la Verità gli si fa incontro: “Credi tu nel Figlio dell’uomo?”. “Credo Signore”.

Le nostre Letture di oggi ci presentano Gesù come la Luce del mondo, la luce che illumina le tenebre scure di questa Babele degli uomini, spesso crudele, in cui brancoliamo, sempre di più, in cerca di una via. Senza la Luce che è Gesù, questo nostro mondo sarebbe già un inferno, perché non ci sarebbe nessuna speranza, non ci sarebbe uno squarcio di luce nel Cielo che lascia passare, come da una porta socchiusa, la Luce di Dio, e tutti noi brancoleremmo nel buio. In tutta la Bibbia Dio si paragona sempre alla luce. La luce è la prima creatura di Dio, e si potrebbe dire che è il simbolo della presenza di Dio nel creato. Dio è la causa del mondo ma non nel senso in cui siamo soliti pensare nella nostra cultura scientista. Dio non è come una stecca che colpisce la palla da biliardo e poi la guarda correre, che avvia l’orologio del mondo già programmato e poi si ritira a guardare. Egli è, piuttosto, come la luce. Tutto ciò che vediamo lo vediamo perché c’è luce e non appena non ci fosse più luce, non vedremmo più niente. In questo senso, Dio è, in ogni momento, causa dell’universo, così come la luce è, in ogni momento, causa del vedere. Senza Dio non ci sarebbe proprio nulla. Senza Gesù non ci sarebbe alcuna speranza, né virtù.

Il nostro Vangelo di oggi, in particolare, ci parla di un miracolo realmente accaduto, in cui Dio ha voluto manifestare molti simboli che indicano realtà spirituali profonde. Scaviamo insieme dietro la superficie delle parole per scoprire la profondità della Parola di Dio. Il cieco guarito da Gesù è un cieco nato, dalla nascita non può vedere nulla. Questo cieco rappresenta tutti noi, che siamo immersi nelle tenebre del Peccato Originale. Dalla nascita siamo in un mondo di tenebre, dalla nascita siamo malati. Ecco una delle tante ragioni fondamentali per cui il Cristianesimo non può essere un umanesimo. L’umanesimo crede che l’uomo sia radicalmente buono, che nasca buono, che sia intessuto di positività, che sia lo scopo di se stesso: realizzarsi vuol dire appagarsi pienamente di sé. Pertanto, il suo modo di relazionarsi con la creazione, o con Dio, a seconda di quanto l’umanismo in questione non si sia già cambiato in ateismo, è quello della rivendicazione di un diritto. L’uomo è il culmine della scala evolutiva e quindi ha diritto. Ha diritto all’amore di Dio, ha diritto ad essere ciò che vuole essere, ha diritto di essere “libero” dalle leggi di Dio e di fare ciò che desidera. Non importa se è uomo, potrà desiderare di essere donna o di avere rapporti sessuali con altri uomini. Non importa se è donna, potrà desiderare di essere sacerdote. Raggiungerà la sua felicità quando avrà ottenuto ciò che vuole. Questa è una grave illusione che nasce da un cuore superbo. La vocazione è un dono di Dio, non si può pretendere. Il matrimonio è un dono di Dio, la vita stessa è un dono gratuito di Dio. Di nessuna di queste cose avevamo diritto, né tantomeno le abbiamo meritate o le potremmo meritare adesso che il nostro cuore è soggetto al peccato. Il Cristiano sa che la condizione di partenza dell’uomo è l’oscurità: l’uomo è radicalmente incline al male. Anche se per natura non lo sarebbe, l’uomo è nato malato, ed ha quindi bisogno di un medico. Perciò, chi dice di essere felice quando fa ciò che vuole, è ridicolo quanto un cieco che dice che sarà felice solo quando avrà visto ciò che vuole, ma non vede nemmeno. Chi è nel peccato non sa nemmeno cosa vuole. È Gesù il Mediatore, la Luce del mondo, è Colui che ci dona la vera libertà: conoscere la Verità. Chi conosce la Verità si libera davvero (Giovanni 8, 32): la libertà è vedere nella luce, abitare nella luce. La Verità si fece incontro a questo cieco, impastò la sua saliva divina col fango della terra, di cui noi siamo fatti. Questo è il simbolo dell’Incarnazione di Cristo. Poi disse al cieco di andare a lavarsi nella piscina di Siloe, simboleggiando, così, il lavacro del Battesimo, istituito da Dio, perché noi prendessimo la giusta distanza dal male che ci incatena e rinascessimo da acqua e Spirito (Giovanni 3,5).

Infine, vediamo che cosa accade a chi ha riacquisito la vista. Il cieco, ora vede, ma non solo: egli è nella luce di Gesù e questo gli increduli non lo possono sopportare. Viene condotto davanti ad una giuria di sapienti secondo il mondo, che hanno ingabbiato la luce di Dio nei loro schemi. Essi sono sacerdoti, vedevano, a loro erano affidate le chiavi del Regno. Eppure non solo non sono entrati ma hanno impedito il passaggio a chi voleva entrare (Luca 11,52). Quanto è attuale questa realtà. Chi sceglie la menzogna verrà smascherato, chi sceglie la verità verrà illuminato. I sacerdoti che non credono più, hanno annacquato la fede sul piano di rapporti solo umani, leggi umane. Essi non testimoniano, perché non possono, e, inoltre, chiudono la porta, ostacolando ogni buona testimonianza del Vangelo, perché ne sono urtati, scottati come chi ama le tenebre è infastidito dalla luce. Minacciano i genitori e scacciano quell’uomo, che viene espulso dalla comunità ecclesiale. Egli è osteggiato dal mondo, addirittura allontanato dal tempio, ma ha scelto la verità. E la Verità gli si fa incontro: “Credi tu nel Figlio dell’uomo?”. “Credo Signore”.

Fratelli, uniamoci alla risposta di questo figlio che era cieco, ma ora vede. “Credo Signore”. Credo che tu sei il Messia. Il Messia è venuto nel mondo. Finalmente i ciechi possono vedere, possono abitare nella luce, e la luce abiterà in loro (Giovanni 14, 23), sarà luce in loro. Lasciamo che Dio prenda dimora in noi, e allora saremo i Figli della luce, Figli di Dio immacolati in una generazione perversa, nella quale splenderemo come astri nel mondo (Filippesi 2,15-16). Fino al giorno in cui verrà il sole di Giustizia a visitarci dall’alto (Luca 1,78), vedremo i Cieli aperti (Giovanni 1,51), e la Gloria del Regno vincerà definitivamente l’oscurità della terra.

Sia lodato Gesù Cristo

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