L’indifferentismo. Dal Magistero di Pio IX.

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“Occorre nuovamente ricordare e riprendere il gravissimo errore, in cui si trovano miseramente alcuni cattolici, i quali pensano che giungano all’eterna vita le persone viventi negli errori e lontane dalla vera fede e dall’unità cattolica. Questo è decisamente contrario alla cattolica dottrina.

È noto a Noi e a voi che coloro i quali ignorano invincibilmente la nostra santissima religione e che osservando diligentemente la legge naturale e i suoi precetti, scolpiti da Dio nel cuore di tutti, e disposti a obbedire a Dio, conducono una vita onesta e retta, possono con l’aiuto della luce e grazia divina conseguire la grazia eterna, giacché Dio, il quale perfettamente, vede, scruta e conosce le menti, gli animi, il pensiero e il comportamento di tutti, non soffre per sua somma bontà e clemenza che sia punito con gli eterni supplizi chi non è reo di colpa volontaria.

Ma è pure notissimo il dogma cattolico, che cioè nessuno può salvarsi fuori dalla chiesa cattolica, e che non possono ottenere la salvezza eterni quelli che sono pertinacemente contumaci verso l’autorità e le definizioni della medesima chiesa e quelli che sono separati dall’unità della chiesa stessa e dal romano pontefice, successore di Pietro, a cui dal Salvatore venne affidata la vigna. ..”

De indifferentismo – Pio IX

Risulta chiaro dalle parole del Santo Padre, oggi beato, come l’unica vera strada per la salvezza sia l’appartenenza alla Chiesa Cattolica, perché “nessuno può salvarsi fuori”. Altrettanto chiaro risulta che per la salvezza è necessario accettare gli insegnamenti della Chiesa e le sue definizioni, nella loro totalità. L’unica eccezione che il Pontefice ricorda, giustamente, è quella dell’ignoranza invincibile, già chiaramente esposta da San Tommaso d’Aquino, che consiste nel caso di coloro che non hanno in alcun modo avuto la possibilità di conoscere realmente Cristo e gli insegnamenti della Chiesa Cattolica ma che hanno comunque vissuto secondo la legge naturale iscritta da Dio nei cuori di ogni uomo. Essi sono salvati dal Padre, ma al di fuori di questo caso è necessaria l’adesione alla Chiesa e al suo magistero bimillenario (poiché chi si propone di cambiarlo nella sostanza già si pone in contraddizione e in contrapposizione con gli insegnamenti stessi della Chiesa). Specifichiamo che tra essi sono annoverabili anche coloro che non hanno avuto la possibilità di conoscere Cristo in modo autentico, essendogli stato annunciato solo in modo incompleto o blando, o, a maggior ragione oggi, in una versione zuccherata e inconsistente infondata e contraffatta. Perché vi sia necessariamente colpevolezza nel rifiuto di Cristo e dell’unica Chiesa occorre che questo consista in una rinuncia consapevole alla verità nella sua interezza. Altrimenti vi potrà comunque essere la salvezza per coloro che vivono secondo la legge naturale iscritta da Dio in modo identico nei cuori di tutti gli uomini.

Per questi motivi, chi oggi afferma che la salvezza possa essere trovata fuori dalla Chiesa da chi rifiuta Cristo e aderisce ad una diversa fede, come ad esempio all’Islam, all’Ebraismo, ad una chiesa eretica o persino all’ateismo, afferma cose “decisamente contrarie alla cattolica dottrina”, e quindi sbagliate e false, poiché è “dogma cattolico” che “nessuno può salvarsi fuori dalla chiesa cattolica”. Queste persone, infatti, non potranno salvarsi per mezzo della diversa fede, ma nonostante la diversa fede, qualora non abbiano conosciuto realmente Cristo e abbiano vissuto secondo la legge naturale.

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