La folle contraddittorietà del Catto-comunismo

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Commentiamo brevemente questo video del filosofo marxista (presunto Cattolico?) Diego Fusaro, esponendo i suoi errori principali, e quelli del Catto-comunismo in generale, cioè del tentativo di conciliare la verità del Vangelo di Cristo, rivelata nella Chiesa Cattolica, con una filosofia completamente opposta, che, sommessamente, rimanda ad una religione anti-Cristica e che distrugge completamente ogni criterio morale o razionale.

Solo Dio può guarire il cuore dell’uomo dal suo peccato. Invece l’uomo, per impedire che qualcuno possa pensare o desiderare in modo diverso da quanto comanda il dio di carne, sostituto del Dio vero, dovrebbe istituire una polizia dei pensieri e strumenti sofisticati per trasformare l’uomo in una macchina. Una società formicaio, fatta di automi, non è, chiaramente, il Paradiso. Papa Benedetto XVI, nel suo libro Escatologia, ha detto: “Ogni salvezza programmata sulla terra, è una salvezza da campo di concentramento”.

1) Questo è il più lampante errore della prassi ispirata dal filosofo ebreo Kiessel Marx Mordechai Levi (alias Karl Marx). Fusaro, rimpiangendo addirittura il crollo del muro di Berlino, facendosi interprete delle parole di Gesù, propone, come il comunismo ha sempre fatto, una salvezza tutta terrena. Gesù, invece, parla della vita ultraterrena. Mentre il combattimento del Cristiano è interiore e spirituale, contro l’uomo vecchio, schiavo del peccato, il comunismo vuole un Messia degli zeloti che venga a fare la “lotta” e che instauri con la forza un Regno di Dio sulla Terra. Questo tipo di atteggiamento è simile a quello degli angeli della Parabola della zizzania (Mt 13,24-30). Il nemico ha seminato la zizzania nel campo e gli angeli chiedono al Signore di poterla rimuovere, ma ecco cosa risponde Gesù: “No, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano”. Il Cattolico sa che il tempo del Giudizio non è arrivato, e che l’instaurazione di un’Utopia in questa terra non è possibile. Infatti, perché la felicità sia piena e completa dovrebbe sparire il male dal mondo, quindi dal cuore dell’uomo, e dovrebbe sparire la morte. Affinché l’uomo sia nella perfetta felicità dovrebbe desiderare solo il bene e permanere per sempre in questo stato. Queste due cose solo Dio le può compiere. Se l’uomo prova a raggiungere questi obiettivi con le sue forze, con la forza dello Stato, finisce col fare violenza a se stesso, con l’instaurare un regno del terrore. Solo Dio può guarire il cuore dell’uomo dal suo peccato. Invece l’uomo, per impedire che qualcuno possa pensare o desiderare in modo diverso da quanto comanda il dio di carne, sostituto del Dio vero, dovrebbe istituire una polizia dei pensieri e strumenti sofisticati per trasformare l’uomo in una macchina. Una società formicaio, fatta di automi, non è, chiaramente, il Paradiso. Papa Benedetto XVI, nel suo libro Escatologia, ha detto: “Ogni salvezza programmata sulla terra, è una salvezza da campo di concentramento”. Insomma il marxismo, che a sentire Fusaro sarebbe una “corrente calda” del Cristianesimo, vuole in realtà trasformare Gesù in un rivoluzionario ribelle asservito al sistema della contraddizione rispetto all’ordine stabilito, per ri-formare un Nuovo Ordine (Mondiale) dal caos.
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“Ordo ab Chao”, ordine dal caos, è uno dei mantra della gnosi massonica ed indica proprio questo movimento alchemico-dialettico che, attraverso la fase di disgregazione, in questo caso sociale, chiamata “solve”, produce un nuovo ordine sempre migliore, nella fase “coagula”, fino a giungere alla “pietra filosofale”, cioè la società perfetta, l’oro dal metallo. Instradati su questo sentiero che non ha niente a che fare con la vera Via del Cielo, Gesù Cristo, troviamo anche tutti i pensatori della teologia della liberazione che vedono nello sviluppo la chiave di lettura definitiva dell’avvento del Paradiso. In quest’ottica, la scala con cui raggiungere Dio non è il Sacerdote Mediatore Gesù Cristo (Genesi 28,12 – Giovanni 1,51), ma una torre tecnica, costruita da mani umane, la cui cima tocchi il Cielo (Genesi 11,4), che ci porterà gradualmente alla “Noosfera”, l’utopia perfetta in cui Cristo sarà tutto in tutti. Al contrario, la prospettiva Biblica non vede la storia come un progresso continuo verso il Regno. Gesù predice che negli ultimi tempi ci sarà la grande apostasia della fede, al punto da chiedersi se troverà al suo ritorno la sua fede sulla terra (Lc 18,8). Afferma, inoltre, che se quei tempi non fossero abbreviati, nessuno più si salverebbe (Mt 24,22). Profezie, queste, quanto mai attuali e ben più realistiche dei miopissimi ottimismi progressisti. Ecco, dunque, il più grande errore dello zelotismo nichilista e materialista di matrice gnostico-cabbalistica che è il marxismo: il Regno di Dio non è di questo mondo e non viene per le mani degli uomini ma da Dio stesso.
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Giovanni 18,36

2) Il secondo errore, principio intrinseco della settarietà iniziatica post cristiana, è il relativismo religioso. Fusaro ripete sempre: “la corrente calda delle religioni”. Ciò significa che tutte le religioni sono più o meno uguali, nella misura in cui contengono al loro interno un nucleo veritativo marxista, che le unisce tutte e che è, in ultima analisi, l’unica verità che conta. Al contrario, Gesù ha più volte ribadito l’opposto, come sappiamo. Egli ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6), cioè nessuno può Adorare veramente Dio se non per mezzo di me. Ha detto anche: “Io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati” (Giovanni 10, 7-8). La fede è fiducia nella Persona di Dio, che ha rivelato verità ben precise, credendo le quali si ottiene una vita felice e la salvezza dell’anima in eterno. Tutto ciò non solo vale molto di più della mera “lotta alla logica del mercato”, ma la motiva, al punto che se cade la prospettiva teleologica e morale, cade anche il fine in base al quale la lotta all’egoismo deve essere condotta. Infatti, Marx sosterrà che la lotta di classe non è un dovere morale, ma un evento necessario, che inevitabilmente si verificherà. Non vi è qui alcuna istanza morale: o stai con l’onda rivoluzionaria o muori. La vera moralità, invece, è la Santa Verità, Gesù nostro Maestro interiore, grazie a cui sappiamo riconoscere come vera ogni verità che il nostro intelletto capisce, e si trova solo nella Chiesa Cattolica.

3) Infine, il filosofo Ernst Bloch, menzionato da Fusaro, si ispira a correnti “gnostiche e orfiche”, del dio serpente (facile immaginare di chi si tratti), che interpretano la Bibbia contrapponendo il Dio dell’Antico Testamento a quello del Nuovo. Il Dio violento della Legge sarebbe cattivo, mentre Gesù avrebbe portato la liberazione dall’oppressione. Questo non ha senso perchè Dio Padre e Gesù sono lo stesso Dio nell’unità dello Spirito Santo. Nella Verità Cattolica, non c’è un progresso che trasforma l’Antico Testamento contraddicendolo, come secondo quei principi alchemici di cui si diceva sopra. Vi è, bensì, un corpo che cresce e si sviluppa rimanendo se stesso, senza mai entrare in contraddizione. Il corpo cresce ma non contraddice i suoi arti con parti contrarie o snaturate. Dio ci fa crescere, ma Lui non cambia.

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In conclusione diciamo che con la venuta di Cristo il Giudizio è postposto e la vera battaglia è una battaglia spirituale per la salvezza delle anime, molto più che politica, per le risorse economiche. Gesù non muore sulla croce per un ideale di giustizia. Egli non è solo un uomo, pertanto muore sulla croce per compiere il sacrificio espiatorio e per salvare tutta l’umanità dal suo peccato. Il Cattolicesimo non è un ideale, è un fatto: la salvezza portata da Gesù, vero Dio e vero uomo. Il marxismo, contrariamente a quanto non voglia far intendere, è l’altra faccia della medaglia del capitalismo, perchè si preoccupa solo di economia e di rapporti sociali, e si dimentica tutta la sfera spirituale dell’uomo nel suo rapporto con Dio, che è ciò che davvero conta.
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