Commento alle Letture 26/02/2017 – Non c’è niente di cui avere paura

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Quanto più saremo capaci di staccare il nostro cuore dalle preoccupazioni del mondo, tanto più guadagneremo una serenità incrollabile ed occhi luminosi, capaci di godere di ogni attimo della vita che abbiamo, oggi, nella sua pienezza. Il mio padre spirituale diceva sempre: “Il demonio ha due figli: l’inganno e la paura. L’inganno è che non abbiamo bisogno di Dio per essere felici. La paura è che Dio ci chieda qualcosa che non ci renderà felici. Ma Dio si occupa della nostra felicità molto di più e molto meglio di noi. Non c’è niente di cui avere paura”.

La Parola di Dio di questo giorno ci dice che non c’è niente di cui avere paura se col nostro cuore abitiamo in Cielo. Guardate gli uccelli del cielo, cantano; i gigli del campo, sbocciano. Tutta la creazione annuncia un segreto che appare evidente in certi momenti di grazia, agli occhi che sanno vederlo. Se abbiamo gli occhi luminosi che nascono da un cuore grato, sappiamo vedere il segreto della creazione: la gloria di Dio, la serenità del Cielo e la gioia della vita. Questo è il segreto più profondo nascosto nella vita e nella natura che, come si dice, spesso è violenta e matrigna. Il Signore Gesù ci invita a vedere nella profondità della bellezza del creato il vero fine di tutte le cose e l’armonia del disegno di Dio. Se guardiamo ad un muretto di mattoni impilati non avremmo dubbi a pensare che sia stato qualche uomo ad impilarli e derideremmo chiunque ci dicesse che si sono posti in quel modo casualmente per via dei fenomeni atmosferici. Eppure dubitiamo che la meravigliosa complessità della creazione, così perfettamente disegnata, in modo da assegnare a ciascuna creatura il suo posto. Gesù vuole che vedendo la verità nella gratitudine riusciamo a capire che la nostra vita non è in mano nostra, e che è inutile che ci affanniamo in mille progetti mondani se non ci occupiamo della vita spirituale. Una volta ho sentito in una omelia un sacerdote che diceva: “Quando tutta la povertà sarà scomparsa dal mondo, avremmo costruito le scuole, gli ospedali, i centri di accoglienza, pagato gli psicologi e i farmaci, e l’igiene e i bagni pubblici, allora potremo costruire le chiese”. Questo principio è esattamente il contrario di ciò che ci rivelano le Letture di oggi. Questo è il principio marxista della superiorità della vita materiale e pratica rispetto a quella spirituale ed è proprio il contrario di quello che ci dice oggi il nostro Maestro. Per spiegare questo ideale materialista il filosofo Hegel invertì proprio la frase di Gesù e disse: “cercate innanzitutto il cibo e le coperte e il regno di Dio vi verrà da sé”. Questo è profondamente sbagliato, perché è proprio quando il cuore dell’uomo è buono che nasceranno opere buone. Se l’uomo non si cura di essere buono, ma solo del suo utile, delle sue coperte e del suo cibo, e non cerca la giustizia di Dio, come si può pensare di avere una società buona? Se invece, ci occupiamo innanzitutto di cambiare il nostro cuore e diventare Santi, allora una società di uomini buoni, anche quando incontrasse avversità, potrebbe sempre contare sulla virtù dei suoi cittadini. Ecco la grande differenza. Noi non abbiamo posto più la nostra fiducia nella bontà del macellaio e del contadino, e del carpentiere, e della madre di famiglia, e del padre, e dei nonni, per ricevere ciò di cui abbiamo necessità, bensì nell’egoismo dei funzionari. Diciamo: “non serve che il macellaio sia un buon uomo, ma che faccia il suo interesse e l’intreccio di questi egoistici interessi farà una società perfetta e funzionale che porterà benessere a tutti”. Diciamo: “non conta che le leggi di una città rendano buoni i suoi cittadini, conta solo che non si arrechi danno alla mia vigna e alla vigna altrui”. Abbiamo posto la fiducia negli interessi egoistici, nel cibo e nelle coperte, e non nel cuore buono. Ascoltiamo di nuovo la Sapienza di Dio: “Cercate innanzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste altre cose vi saranno date in aggiunta”. Costruite innanzitutto le chiese fratelli, innanzitutto le chiese. Prima di pensare a qualunque altra cosa, la Chiesa porti Dio nel mondo, lo Spirito Santo, il cuore di Gesù Cristo, e allora gli uomini buoni che avrà seminato pescheranno altri uomini buoni e la società sarà guarita dal suo male. Sappiamo che il Regno di Dio non sarà qui sulla terra e che avremo tribolazioni nel mondo, una croce, ma se abbiamo un tesoro nel Cielo, invece che sulla terra, la nostra serenità non ci abbandonerà mai. Quanto più saremo capaci di staccare il nostro cuore dalle preoccupazioni del mondo, tanto più guadagneremo una serenità incrollabile ed occhi luminosi, capaci di godere di ogni attimo della vita che abbiamo, oggi, nella sua pienezza.

Il mio padre spirituale diceva sempre: “Il demonio ha due figli: l’inganno e la paura. L’inganno è che non abbiamo bisogno di Dio per essere felici. La paura è che Dio ci chieda qualcosa che non ci renderà felici. Ma Dio si occupa della nostra felicità molto di più e molto meglio di noi. Non c’è niente di cui avere paura”. Come ci dice Isaia, Dio si ricorda di noi più di nostra madre, conosce ciascuno di noi per nome, conosce il numero dei capelli del nostro capo. Abbiamo il Re dell’universo come Padre amorevole, fratelli, non c’è niente di cui avere paura. Non c’è niente, di cui avere paura, per sempre. Ringraziate Dio e siate oggi nella gioia.

Sia lodato Gesù Cristo

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