Dio non sta in silenzio – I veri martiri del Giappone di cui “Silence” non parla

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Nel giorno di S. Paolo Miki e compagni ricordiamo la gloria dei martiri, del cui sangue siamo eredi, citando le memorie di questi gloriosi fratelli del Giappone della seconda metà del 1500. Fare memoria dei martiri è importantissimo per avere consapevolezza di cosa sia morire per Cristo. Il film di Scorsese, in sostanza, lancia questo messaggio: “i martiri sono degli irrigiditi teologi, avrebbero fatto bene ad apostatare per stare nella palude della vita ed accompagnare tutti gli uomini e, perché no, magari scrivere qualche bel libro sul Buddhismo e nel frattempo perdonarsi, amare, perchè il dio dell’apocatastasi un giorno riunirà tutti i Buddha nel Nirvana celeste”. No. L’apostasia non è grandezza d’animo, né tenera accoglienza della fragilità della vita, è una disgrazia, la cui colpa ricade sui carnefici e sull’apostata, che Dio può auspicabilmente perdonare se l’anima è pentita e contrita, e la cui gravità dipende dalle circostanze. Oggigiorno abbiamo più martiri di quanti la Chiesa non ne abbia mai avuti e, nel più assordante silenzio mediatico, noi stiamo a gingillare la nostra viltà, comodi nelle sale dei Cinema, compiacendoci davanti a film (per quanto cinematograficamente belli) dal messaggio triste.

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Piantate le croci, fu meraviglioso vedere in tutti quella fortezza alla quale li esortava sia Padre Pasio, sia Padre Rodriguez [curiosamente lo stesso nome del prete impersonato da Andrew Garfield]. Il Padre commissario si mantenne sempre in piedi, quasi senza muoversi, con gli occhi rivolti al cielo. Fratel Martino cantava alcuni salmi per ringraziare la bontà divina, aggiungendo il versetto: «Mi affido alle tue mani» (Sal 30,6). Anche Fratel Francesco Blanco rendeva grazie a Dio ad alta voce. Fratel Gonsalvo a voce altissima recitava il Padre nostro e l’Ave Maria.
Il nostro fratello Paolo Miki, vedendosi innalzato sul pulpito più onorifico che mai avesse avuto, per prima cosa dichiarò ai presenti di essere giapponese e di appartenere alla Compagnia di Gesù, di morire per aver annunziato il Vangelo e di ringraziare Dio per un beneficio così prezioso. Quindi soggiunse: «Giunto a questo istante, penso che nessuno tra voi creda che voglia tacere la verità. Dichiaro pertanto a voi che non c’è altra via di salvezza, se non quella seguita dai cristiani. Poiché questa mi insegna a perdonare ai nemici e a tutti quelli che mi hanno offeso, io volentieri perdono all’imperatore e a tutti i responsabili della mia morte, e li prego di volersi istruire intorno al battesimo cristiano».
Si rivolse quindi ai compagni, giunti ormai all’estrema battaglia, e cominciò a dir loro parole di incoraggiamento.
Sui volti di tutti appariva una certa letizia, ma in Ludovico era particolare. A lui gridava un altro cristiano che presto sarebbe stato in paradiso, ed egli, con gesti pieni di gioia, delle dita e di tutto il corpo, attirò su di sé gli sguardi di tutti gli spettatori.
Antonio, che stava di fianco a Ludovico, con gli occhi fissi al cielo, dopo aver invocato il santissimo nome di Gesù e di Maria, intonò il salmo Laudate, pueri, Dominum, che aveva imparato a Nagasaki durante l’istruzione catechistica; in essa infatti vengono insegnati ai fanciulli alcuni salmi a questo scopo.
Altri infine ripetevano: «Gesù! Maria!», con volto sereno. Alcuni esortavano anche i circostanti ad una degna vita cristiana; con questi e altri gesti simili dimostravano la loro prontezza di fronte alla morte.
Allora quattro carnefici cominciarono ad estrarre dal fodero le spade in uso presso i giapponesi. Alla loro orribile vista tutti i fedeli gridarono: «Gesù! Maria!» e, quel che è più, seguì un compassionevole lamento di più persone, che salì fino al cielo. I loro carnefici con un primo e un secondo colpo, in brevissimo tempo, li uccisero.

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4 pensieri su “Dio non sta in silenzio – I veri martiri del Giappone di cui “Silence” non parla

    • Caro wwayne, personalmente sono d’accordo col suo giudizio cinematografico: il film è davvero cinematograficamente bello e denso. Tuttavia ciò che è esteticamente bello non sempre è bello nel senso più autentico della parola. La vera bellezza è legata a doppia mandata al vero e al bene. Il mio giudizio è un giudizio Cattolico inerente al messaggio che Scorsese ci trasmette e all’amaro in bocca che lascia, proprio perché non è né vero né buono.
      Francesco Perboni

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      • Anch’io sono cattolico all’ennesima potenza, ma non sono rimasto offeso dal film di Scorsese. E non sono d’accordo neanche con chi sostiene la tesi opposta alla tua, dicendo che Silence è uno spot a favore del cristianesimo: in realtà è un film sulla morale in generale, che fa riflettere sull’importanza di compiere una scelta moralmente giusta a prescindere dalle proprie convinzioni religiose. E infatti tutti i personaggi del film, cristiani o buddisti che siano, si ritrovano a dover compiere delle scelte difficilissime.
        Non è vero neanche che esprime una visione del mondo improntata all’ateismo, per il fatto che il protagonista si sente frustrato dal silenzio di Dio: Scorsese non lascia intendere che Dio sta zitto perché non esiste, ma anzi fa capire che Dio sta zitto perché vuole che noi scegliamo di credere in lui come atto di fede, senza bisogno di prove inconfutabili. Aggiungo una considerazione personale: non è vero che Dio sta zitto. Al contrario, manda a ciascuno di noi tanti segnali inequivocabili della sua presenza e del suo appoggio. Sta a noi, al nostro acume e alla nostra sensibilità saperli cogliere. Grazie per la risposta! 🙂

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      • Credo che tutto il film si giochi interamente sulla scelta tra apostasia e martirio, con una costante e crescente ansia che il sacerdote “molli” rendendosi apostata. Sull’impronta di ateismo concordo con lei: non si tratta di ateismo, piuttosto di relativismo. Il problema a cui faccio riferimento è il fatto che spesso nel film, nei dibattiti che si creano o nella “morale” espressa alla fine, sembra di capire che qualunque religione si riferisca allo stesso dio e che, quindi, non valga la pena di rimanere troppo irrigiditi nella propria convinzione perché questo dio universale si fa a te prossimo in ogni possibile situazione. Non è così: Dio si fa a te prossimo in ogni situazione se tu apri a Lui il tuo cuore e ti lasci da Lui guidare nella giustizia che viene dalla fede. In 2 Maccabei 7 abbiamo una madre che guarda morire torturati i suoi 7 figli pur di non apostatare. Il più grave problema del messaggio del film è che contraddice questa Parola: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere.” 1 Cor 10,13.

        SPOILER

        Padre Rodriguez non ha salvato quegli uomini apostatando, né tutti quelli che sono stati catturati per colpa sua. Se i martiri avessero apostatato sotto minaccia dell’omicidio altrui, non penso che avremmo ancora la fede oggi. In ogni caso c’è differenza tra apostatare perché altrimenti uccidono altri 5, e dare la caccia ad altri cristiani. Si può sperare nella salvezza di Padre Rodriguez ma non mi sento di assolvere ciò che ha fatto.

        Figurati, sono contento di aver condiviso il mio punto di vista con te e coi lettori. Verissimo che Dio non sta in silenzio 🙂 per grazia!

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