La violenza dei “Democratici” moderni

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Diciamo le cose come stanno: appena la pensi in modo diverso, appena voti in modo diverso, appena hai opinioni e pareri diversi dai loro, diventi il nemico. Non un semplice avversario o semplicemente una persona che la pensa diversamente, no, diventi il nemico. E il nemico solitamente è definito ignorante – al contrario di loro che sanno tutto -, razzista, fascista, omofobo, xenofobo, nazista. Diventa Hitler, come nel caso di Trump, e a lui si può augurare di tutto, anche la morte.

Sono sempre lì, a lottare per la libertà di opinione, di pensiero e di stampa. A lodare il diritto di voto e la democrazia, elevato a mezzo definitivo e indiscutibile e spesso fine stesso della loro vita. Esultano e acclamano il voto degli operai e dei più poveri, che finalmente possono esprimersi e liberarsi dalle catene degli oppressori. Loro sono per tutto e per tutti. Sono i nuovi democratici, pronti a morire per far sì che ognuno possa esprimere la propria idea, anche se diversa dalla loro. Così piace dire, agli indiscussi e indiscutibili paladini della giustizia e della libertà.

Tutto vero finché la pensi come loro, dici quel che vogliono loro e voti come loro. Se no è un casino. Diciamo le cose come stanno: appena la pensi in modo diverso, appena voti in modo diverso, appena hai opinioni e pareri diversi dai loro, diventi il nemico. Non un semplice avversario o semplicemente una persona che la pensa diversamente, no, diventi il nemico. E il nemico solitamente è da loro definito ignorante – al contrario di loro che sanno tutto -, razzista, fascista, omofobo, xenofobo, nazista. Diventa Hitler, come nel caso di Trump, e a lui si può augurare di tutto, anche la morte. Sì, perché la loro democrazia finisce dove finiscono quelli che la pensano come loro. Dopo tutto è lecito, augurare la morte, picchiare, offendere senza ritegno.

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Lo si è visto e lo si vede in questi giorni con l’attacco totale al neoeletto presidente degli USA Donald Trump. Evidentemente conservatore e proLife – come si evince in modo netto dallo staff di cui si è circondato -, si è già attirato l’odio e l’ira di televisioni, giornali, star del cinema e della musica, opinionisti della rete e radical-chic di ogni tipo e nazionalità. Ovviamente attacchi basati sul nulla, che arrivano fino a ridicoli paragoni tra lui e Hitler (che palesano una profonda e triste ignoranza dei soggetti che li propongono) e tra il giorno in cui è diventato ufficialmente presidente e l’11 settembre (o l’attacco di Pearl Harbor).

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Non contenti, i democratici che inneggiano alla violenza, rendendosi conto di avere lo stesso effetto di una barca a remi che si schianta contro una corazzata, hanno cominciato ad attaccare senza ritegno, ma con fare altamente democratico, la famiglia del presidente. Da auguri di essere stuprata alla moglie, agli insulti su vasta scala al figlio, che non sono altro che il più grande episodio di cyber-bullismo della storia fino ad ora registrato. Decine di migliaia di persone che se la prendono con un bambino di 8 anni (fino addirittura a suggerire l’idea che è un bambino di cui abusare). Eroi.

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Questi attacchi sono anche contro l’elettorato di Trump, che ironicamente è costituito proprio dalla working class con il diritto di esprimersi per liberarsi dal giogo degli oppressori. Cosa che ha fatto. E ora non gli va giù e da paladini della democrazia molti ricominciano a mettere in dubbio il sistema che idolatrano, perché la democrazia va bene fintantoché vincono, se invece vince il loro avversario sperano in un assassinio, perché non è un risultato democratico ma un’imposizione fascista…!? E tutti quelli che hanno espresso un voto diverso dal loro sono ignoranti fascisti e devono morire. Ma il diritto di voto? La libertà di esprimersi? Il “sono pronto a morire perché tu esprima la tua idea anche se diversa dalla mia”? Con Trump – e con chiunque la pensi diversamente in modo sostanziale – è in realtà il più classico motto da regime, “sono pronto a farti morire se esprimi una idea diversa dalla mia”.

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Ma vi prego, continuate  a chiamarvi (o chiamarli) democratici!

Ps: Potreste pensare che questi tweet e questi post sembrino esagerati e attribuibili solo ad un ristretto gruppo di haters del web, ma vi sarà sufficiente fare qualche domanda in giro per gli ambienti “democratici”, anche e soprattutto tra i giovani, per scoprire che non si allontanano dalla realtà e sono in molti a dire o scrivere cose del genere.

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