Commento alle Letture 29/01/17 – Le Beatitudini

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S. Paolo ci dice che il Signore ha usato chi nel mondo è piccolo, debole e disprezzato per svergognare la forza del mondo. Perciò in questi piccoli cristiani della storia, spesso povere persone contadine, magari illetterate o ignoranti, frati poverissimi, si nasconde il coraggio dei martiri, la verità del Cielo, l’amore più dolce e la purezza d’animo più cristallina: perché è la luce della fede che illumina il cuore e la mente, e fa comprendere la profondità di questa promessa. Il Decalogo della Legge ci aveva detto che cosa doveva fare l’uomo per essere felice in questa terra, ma questo ci era impossibile; le Beatitudini ci dicono chiaramente che cosa fa e farà Dio.

Le Beatitudini sono sicuramente fra le pagine più meravigliose del Vangelo, fra le Parole più belle mai pronunciate al mondo. Le Beatitudini sono il cuore pulsante del Vangelo, anzi, sono il ritratto di Gesù stesso. Per quante volte le ascoltassimo, esse continuerebbero a risuonare nel nostro cuore con la stessa forza della prima volta. È importante capire che questa Parola di vita così incredibile non avrebbe alcun senso se pronunciata da chiunque che non fosse Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo; perché il Cristianesimo, prima di essere una dottrina, è un fatto: è la verità del fatto dell’Incarnazione di Dio in Gesù a riempire di luce le Beatitudini. Nelle Beatitudini c’è la pienezza della Nuova Alleanza, c’è la Promessa di Dio al suo Popolo, a tutti i suoi figli adottivi che, entrando nella nuova vita della Chiesa col Battesimo, parteciperanno all’eredità del Figlio di Dio. Per questo chi è senza fede, è senza la luce adeguata negli occhi per capirne profondità. L’ex presidente Obama, tempo fa, schernì Nostro Signore, dicendo che se si dovesse seguire alla lettera questo discorso della montagna, tutti gli stati dovrebbero distruggere i loro eserciti e che sono parole assurde e prive di senso. S. Paolo ci dice che il Signore ha usato chi nel mondo è piccolo, debole e disprezzato per svergognare la forza del mondo. Perciò in questi piccoli cristiani della storia, spesso povere persone contadine, magari illetterate o ignoranti, frati poverissimi, si nasconde il coraggio dei martiri, la verità del Cielo, l’amore più dolce e la purezza d’animo più cristallina: perché è la luce della fede che illumina il cuore e la mente, e fa comprendere la profondità di questa promessa. Il Decalogo della Legge ci aveva detto che cosa doveva fare l’uomo per essere felice in questa terra, ma questo ci era impossibile; le Beatitudini ci dicono chiaramente che cosa fa e farà Dio.

La tracotanza e l’intelligenza dei potenti di questo mondo non riesce a vedere che uno scandalo in queste righe, ma l’umiltà e la sapienza della fede vi scoprono il cuore di Dio. Gesù, il nostro Re, il nostro Dio, ci dice: “non vi lascerò orfani, tornerò da voi.” (Gv 14,18) “E quel giorno, quel giorno saranno beati coloro che sono nel pianto, perché io vi consolerò, tergerò ogni lacrima dai vostri volti e non vi sarà mai più pianto né dolore né morte; quel giorno saranno beati i miti, quelli che non rispondono agli oltraggi, quelli che sembrano sempre i più deboli, perché si sono meritati la terra nuova, celeste, che io gli darò; saranno beati coloro che hanno tanto anelato alla giustizia, soffrendo su questa terra per tutti i soprusi, lottando contro il peccato e le offese a Dio, perché io manifesterò nella luce tutti i segreti, gli inganni e le furbizie nascoste, e le opere di ogni uomo sveleranno chi egli è; beati saranno coloro che perdonano sempre, anche a chi non lo merita, anche a chi continua ad essere nemico, chiedendo a Dio di avere pietà di quelle anime e sperando si convertano e siano nella gioia, perché io userò la stessa pietà verso di loro; quel giorno saranno beati gli uomini dal cuore puro, candido, il cui occhio non è oscurato dalla libidine, dall’avidità e dalla crudele superbia, perché dal loro sguardo potranno bere me, e il Padre mio, nel Cielo; beati saranno coloro che cercano sempre di mettere pace fra chi litiga, unità, riconciliazione, nella discordia di questo mondo cattivo, perché sono degni di essere chiamati figli di Dio, questo è ciò per cui sono venuto io, infatti: mettere pace tra Cielo e terra; beato sarà chi ha lottato contro i poteri di questo mondo, prima di tutto dentro di sé, e, per questo, è stato perseguitato, attaccato, allontanato da tutti; quel giorno sarà beato chi ha seguito la strada della verità nonostante tutto, risalendo la corrente della vergogna, della solitudine, e dell’odio altrui, perché avranno la gloria di Dio”. Infine, ci dice: “beati ora, i poveri in Spirito, i piccoli, gli umili, perché il loro cuore non è attaccato alle cose che passano, ma riposa con me nel Paradiso, e lo può pregustare anche adesso, con la pace che io gli darò, per affrontare tutte le sfide della buona battaglia, nell’attesa del mio ritorno”. Come potrebbero capire questo discorso coloro che non credono nel suo ritorno? Coloro che pensano che Gesù sia solo un filosofo o un uomo ispirato?

Fratelli e sorelle, la buona notizia del Vangelo è che Gesù non era solo un uomo ispirato. Era Dio. Il Figlio del Dio vivente, venuto per noi. Cerchiamo, dunque, di essere i piccoli di Gesù Cristo, ed anche nelle tribolazioni più feroci, quando il sangue coprirà il nostro sguardo, l’aceto la lingua o l’amaro il cuore, la Madonna sosterrà il nostro passo e vinceremo il mondo, come Gesù, fino al giorno Santo in cui il Signore tornerà col suo Paradiso e saremo per sempre nella vita di Dio.

Sia lodato Gesù Cristo.

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