L’attualità di Sant’Atanasio

Ecco due discorsi del grandissimo santo che difese la fede cattolica a costo di venire scomunicato ben due volte, uno rivolto ai sedicenti cattolici che abbandonano Cristo e piegano la parola per seguire il mondo e le sue dottrine, predicando l’uomo e non Dio, l’altro rivolto ai cattolici che, allontanati da tutti, resistono nella Verità della Parola.
s_atanasio

Il primo di questi è rivolto dal Santo agli eretici semi-ariani che si dicevano cattolici ed erano ormai la maggioranza della Chiesa, ma seguivano il mondo e le sue leggi, piegando la Sacra Scrittura ai propri bisogni e alla propria volontà. Oggi, di fronte alla maggior parte del clero e dei fedeli, che predicano la felicità del progresso e arrivano perfino a difendere le unioni adulterine, rigettando la Legge di Dio, l’evidente attualità delle sue parole non può lasciare indifferenti:
“Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portare il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato. Siete la grande corruzione, perché state nel mezzo. Volete stare nel mezzo tra la luce e il mondo. Siete maestri del compromesso e marciate col mondo. Io vi dico: fareste meglio ad andarvene col mondo ed abbandonare il Maestro, il cui regno non è di questo mondo”.
Il secondo dei discorsi del Santo è rivolto a coloro che resistono nella fede cattolica, colpiti ed odiati dai loro stessi fratelli, caduti nell’errore. Con forti parole di amore e verità, Sant’Atanasio consola il gregge rimasto nell’ovile del Signore. Questo brano non può che dare conforto e rassicurare quanti scelgono di rimanere nel Padre, difendendo la sua Parola anche a costo di ricevere il disprezzo di molti:
“Che Dio vi consoli! … Quello che rattrista … è il fatto che gli altri hanno occupato le chiese con violenza, mentre in questo periodo voi vi trovate fuori. E’ un dato di fatto che hanno la sede, ma voi avete la fede apostolica. Possono occupare le nostre chiese, ma sono al di fuori della vera fede. Voi rimanete al di fuori dei luoghi di culto, ma la fede abita in voi. Vediamo: che cosa è più importante, il luogo o la fede? La vera fede, ovviamente: Chi ha perso e chi ha vinto in questa lotta – quella che mantiene la sede o chi osserva la fede? È vero, gli edifici sono buoni, quando vi è predicata la fede apostolica; essi sono santi, se tutto vi si svolge in modo santo … Voi siete quelli che sono felici, voi che rimanete dentro la Chiesa per la vostra fede, che mantenete salda nei fondamenti come sono giunti fino a voi dalla tradizione apostolica, e se qualche esecrabile gelosamente cerca di scuoterla in varie occasioni, non ha successo. Essi sono quelli che si sono staccati da essa nella crisi attuale. Nessuno, mai, prevarrà contro la vostra fede, amati fratelli, e noi crediamo che Dio ci farà restituire un giorno le nostre chiese. Quanto i più violenti cercano di occupare i luoghi di culto, tanto più essi si separano dalla Chiesa. Essi sostengono che rappresentano la Chiesa, ma in realtà sono quelli che sono a loro volta espulsi da essa e vanno fuori strada. Anche se i cattolici fedeli alla tradizione sono ridotti a una manciata, sono loro che sono la vera Chiesa di Gesù Cristo.
(Coll. Selecta SS. Eccl. Patrum. Caillu e Guillou, vol. 32, pp 411-412)”.
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