L’Evoluzione contro Dio – pt. 1 – è compatibile con la fede?

creation-wallpaper-wallpaper-e40d785a529128bc68f94099e7dac778-large-874981

Il darwinismo non è in realtà niente di nuovo: già antichissime religioni (in alcuni antichi testi induisti) credevano nell’evoluzione delle specie, a partire dalla rottura di un uovo cosmico originario, dalla più infima forma di vita, fino al più complesso essere umano. Come sappiamo, tuttavia, queste teorie si sono diffuse con particolare successo al culmine dell’infiltrazione sociale delle idee illuministe, non senza vasto ricorso a strumenti propagandistici che hanno diffuso vere e proprie frodi scientifiche al fine di ottenere questo risultato. L’evoluzionismo ha scardinato le basi della fede del popolo, facendo dubitare generazioni e generazioni della veridicità della Parola di Dio, nonché fornito la base del pensiero filosofico ateo che ha condotto alle grandi dittature del XX secolo, in cui l’uomo si erse al posto di Dio. Ma veniamo alla domanda principale trattata in questo primo articolo su questo argomento. L’evoluzionismo si può davvero conciliare con la nostra fede?

Premetto che ho vissuto tutta la mia vita credendo nell’evoluzionismo, soprattutto perché sono stato cresciuto in questo modo. Fin da bambino sono stato educato a vedere la cosmologia evoluzionista come un dato di fatto incontrovertibile. Non ritengo, pertanto, che credere che l’evoluzione sia realmente accaduta impedisca completamente la fede, soprattutto se non ci si pensa fino in fondo e se non gli si dà peso; tuttavia, essa è fonte di un sottile veleno che si insinua nell’anima e nel nostro sguardo sulla creazione di Dio, e, piano piano, fa vacillare l’intero sistema della fede. Da un paio d’anni a questa parte, ho potuto ascoltare relazioni e dibattiti di diversi scienziati, soprattutto provenienti dall’ambiente protestante: avendo loro per errore la sola Scrittura come fonte della verità, hanno dovuto difenderla più strenuamente di quanto non abbiamo manchevolmente fatto noi Cattolici. A mio giudizio, hanno fatto un ottimo lavoro, smascherando la natura del tutto pregiudizievole della presunta teoria scientifica Darwinista e dimostrando come sia non soltanto possibile, ma anche molto ragionevole, l’ipotesi che, effettivamente, quanto dice la Sacra Scrittura sia vero realmente, storicamente e scientificamente. In seguito alla scoperta di una nuova prospettiva scientifica più valida, ho cambiato idea, e sono diventato creazionista. In questo primo articolo su questo argomento desidero, dunque, mostrare l’inconciliabilità filosofica e teologica dell’evoluzionismo con la fede Cattolica e, più in generale, Cristiana. Ecco un riassunto in punti dei principali problemi, a mio giudizio molto gravi, che questa teoria solleva.

  • Chi è venuto prima: l’uomo o la morte? Secondo la Bibbia la morte è entrata nel mondo con il peccato di Adamo. «Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.» 1 Corinzi 15, 21-22. Questo principio non si può negare nemmeno volendo interpretare allegoricamente tutto il libro della Genesi alla maniera modernista. Se, infatti, non fosse così, significherebbe che l’ingresso della morte nel mondo non dipende dal libero arbitrio dell’uomo ma dalla volontà di Dio, e ciò farebbe di Dio l’autore del male nel mondo. Questo è inconciliabile con la fede e con la Scrittura: «Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c’è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra, perché la giustizia è immortale.» Sapienza 1, 13-15. Secondo l’evoluzionismo, al contrario, non solo viene prima la morte dell’uomo, ma la morte è da sempre parte dell’universo ed è complementare alla vita al punto che non può esservi alcun sviluppo vitale senza morte. La morte, infatti, è il motore del meccanismo di selezione naturale che, secondo gli evoluzionisti, avrebbe condotto, infine, all’organismo “più evoluto”: l’uomo. Così, mentre nel Cristianesimo la morte è il giusto castigo di Dio, preannunziato all’uomo in Genesi 2,17, e da lui meritato con la sua disobbedienza, secondo l’evoluzionismo non Eva, né Maria, né la Santa Chiesa, ma la morte è la madre del genere umano.
  • Il trasformismo. Se l’uomo viene dalla scimmia secondo un processo di trasformazione che dopo molti passaggi ha condotto questi primati ad avere un cervello sempre più grande, quando è che la scimmia smette di essere scimmia e comincia ad essere uomo? In base a questo principio, filosoficamente esteso alle sue conclusioni, non esiste nessuna creatura che sia ben definita, poiché i passaggi di transizione tra una creatura e l’altra le rendono in ultima analisi indistinguibili tra loro, o distinguibili solo arbitrariamente. Come sappiamo che gli animali sono diversi dall’uomo? Come possiamo sostenere che abbiano un’anima di diversa natura se l’unica differenza tra noi e un primate è la dimensione del cervello? E se l’uomo è ancora un primate allora un primate è ancora un mammifero e un mammifero un anfibio e così via fino al primo micro-organismo. Siamo oggi giunti ad una follia culturale tale che si trovano scienziati pronti a sostenere che, “in un certo senso”, “gli uomini sono ancora pesci”. Infatti, seguendo il filo conduttore di questo ragionamento, tutta la meravigliosa creazione che noi vediamo è solo un calderone ribollente di energia quantitativamente distinta per questioni puramente arbitrarie dalla mente umana. In parole povere, citando la quasi satanista Margherita Hack “siamo tutti ancora solo polvere di stelle” (sassi o letteralmente niente se si preferisce). Per gli amanti dell’interpretazione allegorica veterotestamentaria vediamo cosa dice anche il Nuovo Testamento al riguardo: «E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. Non ogni carne è la medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci.» 1 Corinzi 15, 38-39.
  • Forse Dio ha messo un’anima immortale in un paio di scimmioni rendendoli i primi Adamo ed Eva? Non credo ci sia nemmeno bisogno di dire quanto sia degradante, e di certo illogica, come scelta, da parte di un Dio creatore che poteva tranquillamente porci in essere già completi solo volendolo, parlando. Comunque, a parte questo, si ritorna al problema della morte. Come giustificare tutti i milioni di creature morte per condurre ai primi due primati in cui si sarebbero “incarnate le anime” di Adamo ed Eva? C’è stato chi ha detto che l’immortalità era propria solo di Adamo ed Eva e non delle altre creature, tuttavia anche questa versione risulta problematica. Innanzitutto, secondo il libro della Genesi, e in generale anche secondo la teologia, l’animale è stato creato per l’uomo (Genesi 2, 18-19), e come può un animale corruttibile essere di conforto e compagnia ad un uomo che vive per l’eternità? Inoltre, è forse possibile considerare come “Paradiso Terrestre” un luogo ove regna la morte? È possibile che la Scrittura affermi che, in un posto simile, Dio «vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.» (Genesi 1, 38)?
  • Desidero infine concludere con due considerazioni. Perché un Dio buono e onnipotente, perché Gesù, Verbo di Dio, di cui abbiamo conosciuto la vita e le opere e il pensiero, avrebbe dovuto creare il mondo seguendo questo metodo crudele? Ragioniamo sul funzionamento di questa macchina di morte. Il motore della selezione naturale è lo sterminio, il genocidio dei più deboli. I più deboli sono creature inferiori, meno evolute, e, pertanto, è necessario che siano estinte al fine di favorire il gene più forte, o l’individuo con caratteristiche migliori che possa continuare la sua babelica marcia verso l’onnipotenza. Eh sì, proprio l’onnipotenza. Infatti, come si può definire qualcosa come più evoluto di qualcos’altro? Per la longevità? No, ci sono meduse, spugne e vongole che vivono molto più a lungo di noi. Per la forza? No. La velocità? No. La complessità? E cosa è mai la complessità se non un metro umano per giudicare quante possibilità una creatura ha, quanto essa “può fare”? La verità e che noi definiamo qualcosa come più evoluto in base al confronto con Dio: quanto più una creatura è vicina all’onnipotenza e tanto più è evoluta. Ed ecco l’approdo nel ‘900 e nella modernità alle più disumane teorie transumane ed eugenetiche, perché, ovviamente, se l’evoluzione è accaduta, per quale ragione, ora, dovrebbe essersi fermata? Verso dove stiamo andando? Voi sarete come Dio. Allora non importa più cosa si sacrifica nel nome del progresso, perché noi, un giorno, saremo come Dio. Questo ci porta a svelare la vera natura dei due polmoni dell’evoluzionismo: “schiaccia il più debole e avrai tu la forza” (Genesi 4,8.23); e: “sarete come Dio” (Genesi 3,4). Quanto basta per domandarsi se forse non sia opera dell’omicida ingannatore fin da principio?

 4244fdfbfdc0e2a9ef392067123c0f32_medium-277x300

Tutto questo che accade ai nostri giorni era stato predetto nella Scrittura. Tenete gli occhi aperti ed informatevi sul Creazionismo. Guardare la Creazione credendo che i primi membri di ogni genere animale (i primi due canidi, felini, primati, uomini ecc…) e vegetale sia stato letteralmente posto in essere dalla voce di Dio ti fa vedere il mondo con una gratitudine e una gioia diverse.

Questo anzitutto dovete sapere, che verranno negli ultimi giorni schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo le proprie passioni e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione». Ma costoro dimenticano volontariamente che i cieli esistevano già da lungo tempo e che la terra, uscita dall’acqua e in mezzo all’acqua, ricevette la sua forma grazie alla parola di Dio; e che per queste stesse cause il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì. Ora, i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della rovina degli empi. 2 Pietro 3, 3-7

In realtà l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti. Romani 1, 18-22

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...