Commento alle Letture 22/05/16 – Creati, redenti, salvati

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Abbiamo il cuore talmente indurito da non commuoverci più davanti alla bellezza del cielo, le stagioni, il mare, il sole e le stelle, gli animali e l’uomo, capace di pensare Dio e dialogare con Lui, che è Puro Spirito. Pensare che tutta questa meravigliosa creazione sia accaduta per caso è ancora più assurdo che pensare che una bufera scagliata in una discarica di auto avrebbe potuto montare un aeroplano mischiando a caso i pezzi.

Nelle nostre letture di oggi si parla della natura Trinitaria di Dio e delle sue gloriose opere: la Creazione, la Redenzione, la chiamata. Nella prima lettura si parla della Sapienza di Dio presente con Lui fin dall’eternità. Noi sappiamo che la Sapienza, il Verbo di Dio è Gesù stesso e nel Credo infatti diciamo “per mezzo di Lui tutte le cose sono state create”. Quando leggiamo in questo libro le qualità della Sapienza dobbiamo pensare a Gesù, Figlio eterno generato dal Padre. Sta scritto: “Quando il Cielo e le stelle venivano fissate”, Egli “era con lui come Artefice”. Qui vorrei soffermarmi su un punto importante che distingue profondamente il modo di vedere le cose secondo il mondo e secondo la fede. Secondo la fede, il mondo è creato con Sapienza. Immaginate di camminare nel bosco e vedere un quadro appeso ad un albero ma non ci sono impronte, orme, pennelli, nulla che lasci pensare che un artista lo abbia dipinto. Cosa pensereste? Che il quadro potrebbe essersi prodotto casualmente nel corso dei millenni tramite la caduta casuale di piogge, rami e altre sostanze? O pensereste “Chi può averlo dipinto?”. Ci dice S. Paolo nella lettera ai Romani che le qualità invisibili di Dio si evincono chiaramente dalla sua Creazione. Fratelli noi siamo talmente pieni della superbia umana con le sue presunzioni e menzogne evoluzionistiche che non ci rendiamo nemmeno più conto del dono della creazione. E’ davvero così sensato, ad esempio, che esseri senza cuore e senza sangue abbiano prodotto simultaneamente e casualmente il cuore e il sangue, quando il cuore senza sangue non serve a nulla e il sangue senza cuore non serve a nulla? Esseri senza scheletro, tutto lo scheletro nella sua unita complessità? Il maschio e la femmina altrettanto simultaneamente? Abbiamo il cuore talmente indurito da non commuoverci più davanti alla bellezza del cielo, le stagioni, il mare, il sole e le stelle, gli animali e l’uomo, capace di pensare Dio e dialogare con Lui, che è Puro Spirito. Pensare che tutta questa meravigliosa creazione sia accaduta per caso è ancora più assurdo che pensare che una bufera scagliata in una discarica di auto avrebbe potuto montare un aeroplano mischiando a caso i pezzi. Fratelli, recuperiamo la meraviglia nel guardare il creato, perché viene dal Nostro stesso Creatore, ed ogni cosa è creata secondo un disegno e un fine preciso e bellissimo. Senza lo scopo, senza il fine voluto da Dio, niente si può più capire davvero. Il Cielo e il Sole, proprio con quei colori, i fiori per le api, le api per i fiori, la pioggia e la natura, il mare e la terra, gli animali, e infine l’uomo a dominio di tutto questo per ringraziare il Padre Onnipotente. Davanti alla meraviglia del creato il nostro cuore può riempirsi di gioia e umilmente dire con il Salmo di Davide: O Signore, “che è mai l’uomo perché te ne ricordi?”.

Per quanto riguarda la Redenzione S. Paolo ci ricorda nella seconda lettura che siamo salvati e riconciliati nella pace con Dio Padre, solo mediante la fede in Gesù, che ci ha donato la grazia del perdono dai peccati, e la grazia di poter obbedire alla Legge, addirittura superandola permettendoci di vivere come nella “giustizia di Dio”. Questo non ci dispensa dall’attenzione alle opere, come sostenne Lutero. Il cuore dell’uomo è un abisso e non si può mentire a Dio. Come sapremo se davvero lo amiamo, come sapremo se speriamo davvero? Solo dal frutto delle opere possiamo riconoscere la nostra fede. Infatti, i buoni frutti delle opere, possono nascere solo dal buon albero della fede.

Infine, nel Vangelo Gesù si rivela chiaramente come Dio, dicendo che tutto ciò che Dio possiede è suo. Ci dice che lo Spirito Santo ci rivelerà quanto deve avvenire alla fine dei tempi e guiderà la Chiesa che ha chiamato nel cammino verso il Regno. Non disprezziamo lo Spirito di profezia e non dimentichiamoci mai che lo Spirito Santo, nel dialogo quotidiano con Gesù e Dio Padre, deve essere la nostra più vera guida per ogni passo di ogni giorno, nella nostra specifica chiamata verso il Regno. Allora avremo la sua pace e la sua gioia.

Preghiamo che il Signore ci renda Santi e ci conceda di rendere degnamente gloria a Colui che ci ha Creato, Redento e chiamato. Sia lodato Gesù Cristo.

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