Commento alle Letture 15/05/16: Pentecoste

jean-ii-restout-pentecostc3a9sQuesta Domenica celebriamo la festa di Pentecoste. La Chiesa gioisce nel ricevere il dono dello Spirito Santo. In questo giorno è nata veramente la Chiesa, il corpo di Cristo, vivificata, sorretta e guidata dallo Spirito di Dio.Il brano molto conosciuto degli Atti degli Apostoli ci descrive come, una volta avuto lo Spirito, l’atteggiamento degli apostoli cambiò completamente. Questa riflessione dovrebbe colpire anche i non credenti. Come è possibile, infatti, che gli apostoli, uomini che poco tempo prima avevano tradito e abbandonato Gesù sotto la croce; che, anche dopo averlo visto risorgere, avevano paura e restavano nascosti nei cenacoli, di colpo, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, divengono pronti a morire martiri per Cristo e per il suo Vangelo? Se avessero nascosto loro il corpo di Gesù sarebbero dei mentitori. Non è possibile, però, morire con la convinzione di un martire per una menzogna. Si può essere martiri solo nella verità. Se invece fossero semplicemente degli ingenui illusi, allora dovremmo credere che dei pazzi allucinati che ritenevano di vedere miracoli, di vedere un Risorto dai morti, persone anche povere e senza la minima istruzione, siano stati capaci, non solo di inventare una teologia ed una filosofia perfettamente coerenti e più sottili di ogni altra, ma anche di essere creduti da tutto il mondo antico.  La verità è che la Chiesa non viene dall’uomo, viene da Dio ed è la manifestazione visibile dell’opera miracolosa dello Spirito Santo.

Il dono dello Spirito Santo è quella grazia di Dio di cui parla S. Paolo. È ciò che ci dà la forza di vivere secondo la Legge di Dio, non più seguendo i desideri della carne, secondo spirito di questo mondo. Questo significa che ci è impossibile vivere rispettando pienamente la Legge senza la forza della Grazia e il perdono dei peccati per la misericordia di Dio.

Se vivremo secondo la carne, se non siamo disposti a fidarci di Dio e ad abbandonare i nostri peccati, moriremo. Moriremo nell’ultimo giorno perché già oggi le nostre opere dimostrano che lo Spirito della Vita, che è Dio, non abita in noi. Gesù nel Vangelo ci dice infatti: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole”. Come possiamo sapere se amiamo davvero Dio? Se osserviamo i suoi comandamenti. Anche Giovanni scrive nelle sue lettere: «Chi dice lo conosco e non osserva i suoi comandamenti è un bugiardo e la verità non è in lui» (1Gv2,4).

Fratelli preghiamo tanto, quotidianamente e con cuore sincero, disposti a separarci dal male. Allora potremo guardare con umiltà, verità e coraggio in faccia al nostro peccato, sapendo che il Signore Gesù e Dio Nostro Padre verranno a guarirci, a perdonarci, a dimorare in noi, a portarci la gioia vera che viene dal Cielo. Guardiamo ancora una volta agli apostoli riuniti nel cenacolo: chi prega, riceve lo Spirito Santo ed è un uomo forte, chi non prega è un uomo debole. Sia lodato Gesù Cristo.

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