Se Dio è buono e onnipotente, perchè esiste il male?

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Se, dunque originariamente c’era solo la Luce divina da dove viene l’ombra del male? Dovremmo forse dedurre che Dio ha creato il male? No, però, volle creare l’uomo e gli angeli liberi, “a sua immagine e somiglianza” (Genesi 1, 26). Così come Lui è la Sorgente di tutta la luce, volle creare anche noi e gli angeli come punti di luce: liberi di splendere o meno. Non poteva, però, creare punti luminosi poiché era già tutto luce. Così, come primo atto, “si nascose” (Genesi 1,2). Fece una zona di penombra dentro di Sé, nella quale collocare questi punti che fossero liberi di chiudersi e spegnersi o di aprirsi ed accendersi riflettendo la Luce di Dio.

Per prima cosa chi cerca una risposta a questa domanda deve chiedersi se è realmente questa la domanda che sta ponendo. La maggior parte delle volte che qualcuno mi ha domandato come mai esiste il male, infatti, non stava cercando davvero una risposta filosofica o teologica a questo problema. Il nostro cuore cerca una risposta alle personali sofferenze della nostra vita, e a questa domanda nessuno può rispondere. Nessuno tranne Uno. L’unica vera risposta alla sofferenza personale di ciascuno la può dare soltanto Dio, e qualunque argomentazione razionale di chiunque altro non sarà mai bastante. Nella Bibbia, alla fine del libro di Giobbe, Dio si arrabbia con coloro che cercano di dare una risposta razionale o di giustificare il male personale di qualcun altro (Giobbe 42, 7-8). L’invito che mi sento di fare è di aprire la porta del vostro cuore al Signore Gesù, di sfogarvi con Dio, anche urlargli contro tutto il vostro dolore e le domande a cui non sapete dare risposta. Proprio come avvenne con Giobbe, vi assicuro che la risposta non tarderà. Il Signore bussa alla nostra porta in ogni momento (Apocalisse 3,20) e se solo noi aprissimo anche un piccolo spiraglio potremmo respirare la carezza della brezza di Dio (1Re 19, 12-13) e lasciarci avvolgere dal suo abbraccio.
Il quesito, tuttavia, da un punto di vista razionale rimane.

Come sempre la fede cattolica propone il contrario di molte spiritualità che giungono a noi oggi specialmente da antiche dottrine orientali rivisitate in ambienti gnostici e amplificate dai megafoni mediatici delle logge (Ebrei 13, 8-9). Per queste dottrine, infatti, in principio c’era una sorta di grande uovo cosmico o cerchio dell’armonia universale, che poi, regolarmente, un dio demiurgo (più o meno malvagio, o al massimo indifferente) rompe con una sorta di Big Bang. In questa sfera dell’Assoluto tutti gli opposti ed in particolare anche bene e male, luce e tenebre, erano coeterni ed, in definitiva, indistinti. Come nello Yin Yang, l’eternità è fatta da uno scontro di dio contro un non-dio a lui contrapposto, coeterno ed ugualmente potente che, ingaggiando una “lotta” eterna con Lui, produce una armonia superiore sia al bene che al male.

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Per il Cristianesimo, invece, in principio era solo Luce, poiché era solo Dio. Per analogia potremmo dire che anche nella realtà fisica la luce ha una sostanza e l’ombra non è niente. Al contrario dell’idea manichea, gnostica e neopagana orientale, solo e soltanto Dio era in principio; con Lui non c’era ombra; solo la Luce, solo Dio crea.

«In Principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.» Giovanni 1, 1.

Per noi il male non solo non è onnipotente, ma, come disse S. Agostino, non ha nemmeno una sua propria sostanza. Il male è assenza di bene, come l’ombra è assenza di luce. Soltanto la Verità fa essere ciò che afferma, invece l’errore, la falsità, la menzogna non pongono in essere nulla di contrario ma scambiano di posto realtà già esistenti. E’ proprio questo ciò che fa il demonio che è il padre dell’inganno: scambia di posto cose già esistenti, opera una confusione, rompe l’armonia e rovina l’ordine stabilito dal Creatore, ma non dà vita a niente. Se, dunque originariamente c’era solo la Luce divina da dove viene l’ombra del male? Dovremmo forse dedurre che Dio ha creato il male? No, però, volle creare l’uomo e gli angeli liberi, “a sua immagine e somiglianza” (Genesi 1, 26). Così come Lui è la Sorgente di tutta la luce, volle creare anche noi e gli angeli come punti di luce: liberi di splendere o meno. Non poteva, però, creare punti luminosi poiché era già tutto luce. Così, come primo atto, “si nascose” (Genesi 1,2). Fece una zona di penombra dentro di Sé, nella quale collocare questi punti che fossero liberi di chiudersi e spegnersi o di aprirsi ed accendersi riflettendo la Luce di Dio. Questa penombra non è mai un’ombra completa e assoluta perché mai nulla è fuori di Dio.

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La metafora spiega la creazione delle creature con libero arbitrio. Il progetto di Dio era che tutti scegliessero il Bene, e tutti avrebbero potuto farlo, tuttavia alcune creature hanno scelto liberamente di non accendersi e di non diffondere la luce che Dio aveva affidato loro (Siracide 15, 16-20). Il primo fu satana: il “portatore di luce” si spense, e come tanti altri angeli dopo di lui non partecipò al progetto divino. Dio non ha creato “il male” in sé, ma ha creato “la possibilità del male” nel libero arbitrio. E’, quindi, vero che Dio ha creato l’albero della conoscenza del bene e del male. Infatti, nel giardino con Adamo ed Eva, l’albero c’era già (Genesi 2, 15-17) (rimando al mio articolo sul Peccato Originale). La stessa loro esistenza era già una prova di libertà, una prova d’Amore richiesta da Dio. Se non ci fosse stata nessuna possibilità del male, nessuna possibilità di rispondere “no” all’Amore di Dio, l’uomo e gli angeli non sarebbero mai stati davvero liberi di scegliere. Saremmo stati solo come marionette nelle mani di Dio, un sasso che rotola lungo la corrente di un fiume. Un amore forzato non può essere amore. Solo nella libertà può esserci l’amore e, infatti, se Dio non si fosse nascosto il nostro piccolo punto luminoso si sarebbe sciolto nel mare della Luce divina. Per Dio, il valore elevatissimo della libertà, che è la custodia della nostra stessa identità, valeva la pena di correre il rischio della sofferenza e del male. Un Dio tiranno che forza l’uomo all’obbedienza (Luca 4, 9-11) avrebbe distrutto l’identità della sua creatura.

Per le dottrine di cui abbiamo detto, al contrario, è come se noi fossimo una piccola goccia d’acqua su una foglia che galleggia in mezzo al mare. Una volta morti, questa foglia viene rimossa e la nostra identità si scioglie nel “mare” di Dio. Per la nostra fede, invece, l’entrata nel Regno di Dio non cancella mai l’identità del singolo individuo bensì conserva ogni attimo della vita di ciascuno. Eccetto il peccato e il male, tutta la nostra storia è nello zaino che portiamo con noi in Cielo, anche le nostre cicatrici (Giovanni 20, 24-28). Dio non scioglie mai la nostra identità ma permette che siamo noi stessi a contribuire al suo progetto meraviglioso e a fare splendere quella luce che Egli ha affidato proprio a ciascuno di noi singolarmente. Nella Giorno della Resurrezione ci chiamerà per nome.

Alla domanda “Dio ha creato il male?”, rispondo: Dio non ha creato il male ma ha creato nella libertà la possibilità, e poi l’uomo e gli angeli con il loro libero arbitrio lo hanno messo in atto.

Infine, per quanto riguarda le catastrofi e quegli avvenimenti dolorosi inspiegabili come le morti infantili, non dobbiamo mai dimenticarci due cose molto importanti. La prima è che, nonostante nulla avvenga se non sotto il permesso di Dio, non dobbiamo dimenticare che questo non è il suo Regno. A comandare in questa terra è il principe di questo mondo (Giovanni 14,30), pertanto come cristiani non dobbiamo aspettarci che sia governato in modo perfetto e sapiente, piuttosto prepararci alla tribolazione e al dolore, e ad unirci al mistero della Passione e della Croce di Nostro Signore Gesù Cristo. In secondo luogo davanti alla profondità della nostra sofferenza non dobbiamo mai disperare perché noi non abbiamo un Dio lontano che ci guarda altero dal suo trono. Abbiamo un Dio Padre buono (Isaia 49, 15), talmente buono da avere dato il suo Figlio unigenito per la nostra salvezza (Giovanni 3,16).

«Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno» Ebrei 4, 15-16. «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» Matteo 11, 28.

Aggrappati alla croce del Nostro Signore Gesù troveremo la forza, la grazia, la speranza, l’amore di Gesù, Dio stesso, andato in croce per noi.

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